22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca

​Il medico che si ribellò all’inquinamento​ Ilva

La storia del dottor Alessandro Leccese, ufficiale sanitario


Più di mezzo secolo fa,
quando l’Italia intera celebrava la costruzione
del quarto centro siderurgico, non
doveva essere facile assumere la scomoda
posizione del bastian contrario e gridare,
già allora, gli effetti che l’inquinamento
industriale produceva sulla salute delle
persone. Tra i pochi coraggiosi c’era il dottor
Alessandro Leccese, ufficiale sanitario
qualche anno fa commemorato in un convegno
dall’Ordine dei Medici di Taranto.

La sua vicenda si svolge nel 1965. L’anno
prima era stata completata la costruzione
dello stabilimento. Dal diario di Leccese
affiorano parole di profonda amarezza:
«Mi hanno lasciato solo a battermi per la
difesa di Taranto dall’inquinamento determinato
massivamente dagli scarichi a
mare delle acque di lavorazione del centro
Siderurgico, entrato in funzione di recente.
Nonostante le sollecitazioni fatte dal
Ministero della Sanità al Prefetto, al medico
Provinciale e al Sindaco, per fronteggiare
la grave situazione venutasi a creare,
nessuno di loro si è mosso, nel timore di
urtare la “suscettibilità” di alcuni politici
locali interessati al problema».
Leccese, in qualità di Ufficiale Sanitario,
interviene con una ordinanza indirizzata
al direttore del centrosiderurgico e al
presidente dell’Area di sviluppo industriale.

Lo scontro è inevitabile: da un parte
Leccese, dall’altra i dirigenti industriali
e i dirigenti della Democrazia Cristiana.
Contro il medico prende posizione anche
il Corriere del Giorno. Ed è proprio dallo
scontro tra il direttore del giornale e Leccese
che nasce una controversia giudiziaria
che vedrà protagonista una delle più
importanti figure della storia della Repubblica
Italiana: Giovanni Leone, principe
del foro e fino a due anni prima Presidente
del Consiglio. Lo stesso Leone che poi
sarà eletto Presidente della Repubblica.
Leccese denuncia il prevalere di interessi
politici rispetto alla tutela della salute.
Si sente diffamato dal giornale, che, a suo
dire, instilla il sospetto che dietro le prese
di posizione dell’ufficiale sanitario vi siano
altri interessi. La diatriba finisce in tribunale:
Leccese denuncia il direttore del
giornale per oltraggio aggravato a pubblico
ufficiale. È l’anno dopo, nelle aule di
giustizia, che si combatte la partita.

Il racconto di Leccese, tratto dalle pagine
del suo diario, lascia trasparire tutta l’emozione
del momento: L’aula del Tribunale
era gremita di giudici ed avvocati, per
ascoltare il Prof. Giovanni Leone, nonché
deputato al Parlamento, già Presidente
del Consiglio, scomodato dalla Direzione
della Dc, per difendere quel direttore, da
me denunciato. Il mio difensore, un giovane
e brillante avvocato penalista, Rino
Salerno, era visibilmente emozionato di
competere con l’illustre Maestro di Diritto
Penale. Prima del dibattimento, tramite
un avvocato suo ex allievo, il Prof. Leone
mi ha fatto sapere che desiderava conoscermi.

Quando gli sono stato presentato,
ha espresso vivo piacere e si è dimostrato
cortesissimo: mi ha detto che avrebbe
tenuto in debito conto il mio prestigio di
funzionario. In effetti, la sua arringa è stata
obiettiva e magistrale, da vero gentiluomo
e principe del foro».
Il processo si risolve con la condanna del
giornalista. Il medico sul suo diario scrive:
«Al termine del dibattimento, in presenza
di un folto gruppo di avvocati che
lo circondavano ossequienti, (Leone, ndr)
ha tenuto a dirmi: “Sappia dottore che ho
accettato di venire a Taranto perché sapevo
che alla parte avversa c’era un galantuomo”».
Il dottor Leccese non sembra comunque
interessato al risarcimento: «A me interessava
di più la sorte della mia città che,
purtroppo, nonostante il mio impegno,
col tempo ha dovuto pagare lo scotto dello
sviluppo industriale, con i danni subiti
dall’inquinamento ambientale, che ha determinato
un’alta percentuale di patologie
polmonari tra la popolazione». Parole che
sembrano scritte oggi.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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