24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Cronaca

​«Garantire stabilità ai lavoratori del 118»​

L’appello del presidente del Consiglio comunale Lonoce


«Un servizio così importante per il
soccorso e spesso la sopravvivenza di tante persone
non può più essere gestito all’insegna del precariato
lavorativo».
E’ quanto afferma il presidente del Consiglio comunale
di Taranto, Lucio Lonoce, facendo proprie le preoccupazioni
e le rivendicazioni di quegli operatori del 118
che «da sedici anni offrono un servizio pubblico per le
Asl pugliesi e per la Regione con poche, se non nulle
tutele occupazionali. Questi lavoratori chiedono dignità
e stabilità attraverso
la cosiddetta internalizzazione, ovvero l’assunzione
nella società in house “Sanità service”, così come già
avvenuto a Foggia.

Il servizio di emergenza, infatti,
è supportato da associazioni e cooperative che non
sempre assicurano condizioni di lavoro adeguate a
dipendenti e volontari, in termini di contratti, turni,
orari e retribuzioni. In attesa che venga costituita l’annunciata
Agenzia regionale dell’emergenza-urgenza,
che forse potrebbe migliorare il servizio in generale,
occorre rimuovere – aggiunge il presidente Lonoce –
situazioni di lavoro in nero e di finti volontari. Si tratta
di diritti acquisiti negli anni da queste persone e che
vanno ora finalmente riconosciuti, dopo tanti sacrifici e tanto prezioso lavoro in favore della comunità. Regione
e Asl devono compiere un decisivo passo in avanti per
garantire più tutele a questi lavoratori, al cui fianco
devono essere non solo i sindacati, ma anche cittadini
e Istituzioni».
Sull’argomento si registra anche l’intervento del consigliere
regionale Mino Borraccino.

«L’internalizzazione del personale del 118 non è più
rinviabile. L’affidamento del servizio ad associazioni
e ditte di vario genere genera un insieme di interessi
contrastanti tra pubblico e privato, con la conseguenza
che i ruoli e le responsabilità di ciascuno si confondono
fra recriminazioni e conflitti quotidiani. Il risultato è
che esse garantiscono poco e niente sul piano delle
tutele lavorative e addirittura talvolta sembrano siano
soggette a infiltrazioni della criminalità organizzata.
Avevamo segnalato più volte la necessità di mantenere
un’alta soglia di attenzione, perché una situazione come
questa non è per niente all’altezza di un servizio cruciale
e delicato, quale deve essere quelle del 118. E’ giunto il
momento che le parti pubbliche, cioè le Asl, si assumano
la responsabilità piena del servizio, assicurandone
l’efficacia attraverso un monitoraggio continuo delle
modalità di erogazione».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche