31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 22:04:00

Cronaca

​Verso il via libera al Porticciolo​ di Tramontone

​Il Consiglio comunale di ieri non ha sciolto i nodi del progetto​


È terminato con un sostanziale nulla di fatto il Consiglio comunale
che si è tenuto ieri mattina, in via straordinaria ed urgente, per
esaminare il progetto riguardante la realizzazione del porticciolo turistico
a Tramontone, in località San Francesco degli Aranci. A questo punto,
salvo clamorosi colpi di scena, il prossimo 12 settembre sarà sottoscritta
la concessione per l’approdo turistico.

«È necessario che questa vicenda,
sicuramente di indubbio interesse per l’intera cittadinanza, sia oggetto di
trattazione ed approfondimento da parte del Consiglio comunale per la
dovuta chiarezza e per le eventuali determinazioni che dovessero essere
assunte» ha spiegato il sindaco Rinaldo Melucci nella lettera inviata al
presidente della massima assise municipale, Lucio Lonoce. Nei giorni
scorsi, sull’argomento è intervenuta anche l’Ance di Taranto. «Un carico
di conflittualità che certamente non fa bene a quell’idea di città nuova che
tutti professiamo a parole ma non perseguiamo nei fatti. Il rischio è che
vi voglia investire in questo territorio provando a dedicarsi a un nuovo
modello di sviluppo, vada via per sempre scoraggiato dall’impossibilità
di agire anche di fronte a iter procedurali lineari e corretti».

Interviene così sulla polemica dei giorni scorsi circa la nascita di un porticciolo
turistico in località San Francesco degli Aranci, il presidente di Ance
Confindustria Taranto, Paolo Campagna. «Siamo alle solite – spiega Campagna
– anni per ottenere permessi, per formulare precisazioni, correzioni
al progetto e per terminare iter autorizzativi lunghissimi e farraginosi,
accompagnati da conferenze di servizio con tutte le autorità e gli organi
di controllo preposti, e poi ritrovarsi a distanza di tutto questo tempo a
dover mettere in discussione l’intero investimento, buttando alle ortiche
tutte le energie economiche e professionali profuse.

E’ una dinamica che
nuoce a tutti, e nuoce soprattutto ad una città che ha bisogno di alternative
possibili, basate anche sul coraggio di chi vuole investire andando oltre
l’“ossessione” della monocultura. Una dinamica – continua il presidente
di Ance– che nuoce però e soprattutto all’impresa che di fronte a tali stop,
comprende che per investire a Taranto non basta attendere decine di anni,
non basta rispettare norme e previsioni di piano, non basta rispondere
a prescrizioni, acquisire innumerevoli pareri e valutazioni e non serve conquistare un esito positivo nel procedimento
autorizzativo, perché basterà il venticello del
dubbio per bloccare la macchina, tutti i buoni
propositi, e la speranza di uno sviluppo economico-produttivo
e occupazionale differente. Da
sempre come Ance invochiamo rigore, specie
negli aspetti che riguardano l’eco-sostenibilità
delle opere.

Mettere tutto in discussione rischia
di far avvitare ancora questa città su se stessa, vittima
di conflittualità, disfattismo e qualunquismo
che non possiamo più permetterci. E’ il tempo
della lucidità, del dialogo, della collaborazione,
e del rispetto verso chi coraggiosamente come
imprenditore, aderendo a tutti i valori di legalità
e certezza delle norme, sogna per Taranto un
futuro differente».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche