Cronaca

​Tronco acqua piovana, esposto in Procura contro il progetto​

I dubbi del Comitato di cittadini


Dubbi e perplessità sul progetto di realizzazione
del nuovo tronco per acque meteoriche a Talsano.
è questo l’oggetto dell’esposto inviato dal Comitato
dei Cittadini di Talsano alla Procura della Repubblica di
Taranto, al sindaco ed all’assessore ai Lavori Pubblici.
L’obiettivo è quello di chiedere la revisione del progetto
necessaria a risolvere le criticità riscontrate.

«A seguito di attenta visione e lettura del progetto ed
a seguito delle successive approfondite riunioni avute
con i funzionari tecnici preposti al progetto (Aurelio Di
Paola, ex assessore ai Lavori Pubblici) con il geom. Fabio
Fago. è stato appurato che lo stesso è carente nella
sua funzionalità al servizio della nostra comunità e lo
sviluppo del nuovo tronco acque meteoriche, nel suo
percorso attraverso le vie più esterne e periferiche della
borgata, non risolve le problematiche degli allagamenti
nelle zone nevralgiche del quartiere. Il nuovo tronco fognario
per acque meteoriche, di fatto, è stato sì progettato
e pensato per essere realizzato in tempi brevi, ma
sfruttando un percorso facilitato che, quindi, taglia fuori
le zone di abituale allagamento e che causano frequente
disagio ai cittadini residenti ed a quelli di passaggio.

Il
nuovo tronco. per acque meteoriche – si legge nell’esposto
del Comitato dei Cittadini di Talsano – verrà realizzato
nella parte periferica del quartiere, a ridosso della
strada Salina Grande. Questo suo sviluppo non prevede
la realizzazione di alcun tratto di tubazione che permetta
di raccogliere le acque meteoriche nelle vie o piazze
maggiormente afflitte dal problema degli allagamenti,
dove altezza dell’acqua arriva a circa 50 centimetri. Le
vie del quartiere soggette a frequenti allagamenti sono
le seguenti: tutta la zona della Piazzetta Lisi, tra via Settembrini,
via Giotto e via Maglie; tutta via Sanguzza
che riceve (a causa di contropedenze) tutto l’accumulo
piovano delle traverse che vi si riversano a partire dalla
più periferica viale Kennedy; la zona compresa tra via
Regina Margherita, via San Francesco, via Cacace e via
Benvenuto Cellini; parte di via Domenico Savino in
prossimità delle scuole statali e del residence Le Palme
e la parte finale in prossimità di Largo Sovito Quarto;
la quasi interezza di Corso Vittori Emanuele dal civico
n. l al civico n. 286 compreso; via Giardini nel tratto
compreso tra via Mare e via Madonna delle Grazie; la
parte di via Guarini in angolo con via Bramante.

Tutti i
cittadini del borgo di Talsano sono ben al corrente che
in determinate giornate di pioggia (anche di lieve entità)
i livelli delle acque piovane tendono ad accumularsi e
crescere sino a diventare anche di decine di centimetri
sopra il livello del piano strada. In alcuni tratti delle
pubbliche vie, questo livello ricopre il marciapiede rendendo
difficile il transito sia delle persone normodotate
che di quelle disabili o accompagnate. In alcuni casi il
livello dell’acqua è così eccessivo da infiltrarsi all’interno
delle attività commerciali e nelle abitazioni al piano
terreno. In tutti questi tratti di strada, altamente significativi
del punto di vista delle criticità – evidenziano dal
Comitato – vi è la necessità di provvedere ad un idoneo
sistema di smaltimento dell’acqua piovana ma purtroppo
nulla è stato previsto in fase progettuale.

Queste zone,
ovvero quelle per la quale il nuovo tronco fognario sarebbe
la soluzione del problema allagamenti, sono state
tagliate fuori dal nuovo progetto realizzato dai tecnici
preposti che non hanno purtroppo tenuto in considerazione
le richieste dei cittadini e non hanno avuto una più
ampia visione dei problemi non possedendo una conoscenza
approfondita del territorio. A seguito della riunione
tecnica avuta con l’ex assessore Aurelio Di Paola
ed alle rassicurazioni e garanzie circa la disponibilità
dei fondi necessari che ci sono state dichiarate per la revisione
del progetto, al fine di risolvere le criticità da noi
evidenziate e a seguito della indisponibilità dimostrata
dai tecnici preposti alla revisione del progetto stesso
durante gli ulteriori incontri sviluppati nel corso di
questi ultimi mesi non abbiamo ricevuto alcuna risposta
e nessuna rassicurazione in merito alle richieste rivolte
ufficialmente al fine di evitare che il nuovo tronco per le acque meteoriche venga realizzato in modo così sbagliato
e assolutamente non funzionale a quelle che sono
le esigenze della Comunità.

Per realizzare questa opera
– ricorda il Comitato – si spenderanno circa due milioni
di euro ma si risolve circa il l0% del problema relativo
alle acque meteoriche. Chiediamo, quindi, di convocare
urgentemente un tavolo tecnico di discussione in merito
al problema che è stato esposto per trovare la più giusta
soluzione e di porre in essere interventi risolutivi e provvedimenti
attuativi nel solo interesse dei cittadini che
meritano di essere ascoltati dopo anni di disagio causati
dalla mancanza, o inadeguatezza in taluni casi, delle più
basilari infrastrutture urbanistiche».

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