21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca

Altamarea: “L’Aia presenta ancora pesanti lacune”


TARANTO – “C’è la dichiarata incompletezza del riesame su argomenti importantissimi e pesantissimi dal punto di vista tecnico ed economico quali acque, scarichi a mare, inquinamento delle falde, bonifiche collegate e rifiuti”. Queste le osservazioni di Altamarea alla Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’Aia all’Ilva, in discussione a Roma. Osservazioni utili affinchè non siano perpretate ulteriori ferite a danno del nostro territorio dalle attività di bonifica delle aree Ilva. La delegazione di Altamarea per la Conferenza dei Servizi di oggi al Ministero dell’Ambiente è composta da Simona Carone, Biagio De Marzo, Giancarlo Girardi e Michele Lazzaro. “A memoria futura – spiega Biagio De marzo – sottolineamo che dovrà essere stabilito che i rifiuti rivenienti dalle bonifiche non siano trasferiti nelle discariche del tarantino sia per non appesantire la situazione già grave sia per la mancanza totale di controlli specifici sui materiali in arrivo”.

“Il documento all’esame e la relazione della Commissione Ippc – spiega Altamarea – non hanno in alcun modo tenuto conto della grave situazione ambientale e sanitaria vissuta dalla città di Taranto e dai suoi cittadini, né dei dati delle perizie epidemiologiche, agli atti del provvedimento della Procura di Taranto, né dei dati dell’Istituto Superiore di Sanità, che a noi ancora non è dato ufficialmente conoscere (presentazione Studio Sentieri del 12 Ottobre 2012 disattesa); il documento, presenta delle importanti lacune (peraltro occupandosi solo ed esclusivamente del problema emissioni e rinviando a momenti successivi e stralci le altre criticità), ma soprattutto disattende la nostra espressa richiesta di una fidejussione bancaria a copertura degli investimenti da realizzare; tale fidejussione è ritenuta da noi prerequisito essenziale, in quanto unica chiara manifestazione del gestore di volersi impegnare per l’abbattimento dell’inquinamento”. Per Altamarea, inoltre, i tempi previsti dal documento sul tavolo del Ministero dell’Ambiente sono da considerarsi inaccettabilmente lunghi, dal punto di vista tecnico e, soprattutto, dal punto di vista della reiterazione di un’ipotesi di reato all’esame della magistratura, per il quale alcune figure importanti dell’Ilva sono sottoposti a misure cautelari preventive. “Si prospetta ai nostri occhi – spiega il coordinamento – la volontà di scardinare e delegittimare, o nella migliore delle ipotesi aggirare, l’impianto accusatorio nei confronti di Ilva, creando un conflitto tra istituzioni dello stato, Ministero Ambiente vs. Magistratura, che rischia di portare solo danno alla città di Taranto ed ai suoi cittadini. Non possiamo, pertanto, che schierarci a favore della vita e di una vita vissuta in salute e dignità, come garantito dalla Carta Costituzionale; lo stabilimento siderurgico Ilva di Taranto, per quello che è oggi, non è nelle condizioni per poter esercire l’attività in condizioni di sicurezza e la proprietà ha dimostrato di non voler affrontare i significativi investimenti necessari per eliminare le minacce alla salute ed all’ambiente”. Altamarea, rivolgendosi a Comune di Tarantoe Statte e alla Regione, ricorda che è nella loro facoltà non sottoscrivere l’autorizzazione o chiedere clausole aggiuntive.

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