Cronaca

​Ex Marcegaglia, i sindacati chiamano Regione e Mise​

La denuncia di Fim, Fiom e Uilm


Vertenza lavoratori ex Marcegaglia
Taranto.

«Nonostante le numerose richieste di incontro
effettuate dalle organizzazioni sindacali alla
Task force regionale per l’occupazione ed al
Ministero dello Sviluppo Economico in merito
alla vertenza degli ex lavoratori Marcegaglia
Taranto e, nonostante i numerosi solleciti, ad oggi
nessuna data utile è pervenuta».
È quanto denunciano Fim, Fiom e Uilm in
riferimento alla vertenza dei lavoratori ex
Marcegaglia di Taranto.

«Ricordiamo che questi lavoratori a casa da
5 anni, dopo che la Marcegaglia ha chiuso il
suo stabilimento ionico, non solo ad oggi non
hanno nessuna prospettiva occupazionale ma
sottolineiamo che tra qualche mese terminerà
anche l’ammortizzatore sociale (mobilità) e
tutti si ritroveranno a reddito zero, con mogli,
figli e mutui da pagare. Si parla a Taranto di
rilancio, di leggi speciali, si fanno convegni, ma
la verità è che a Taranto, oltre alle parole, ad oggi
non si registrano passi avanti su politiche che
favoriscono l’occupazione e la vertenza di questi lavoratori pensiamo sia l’esempio emblematico –
evidenziano le sigle confederali di categoria. E’
scandaloso che non si riesca a trovare la soluzione
per 60 lavoratori ed è ancora più scandaloso il
fatto che le istituzioni preposte a favorire dei
tavoli per cercare soluzioni occupazionali si
muovano con andature elefantiache anche
nella comunicazione di date utili, lasciando
che il tempo faccia cadere nel dimenticatoio
la sofferenza di questi lavoratori e delle loro
famiglie.

Va ricordato che a fine anno scade l’accordo
che vincola la Marcegaglia a ricercare un
eventuale soggetto industriale che possa
reindustrializzare il suo sito dismesso ed
assorbire i suoi ex dipendenti, per queste ragioni
è comprensibile che il tempo rimasto a questi
lavoratori non è una variabile indipendente e
che la preoccupazione e la fibrillazione cresce a
dismisura, quindi – concludono le organizzazioni
sindacali – sollecitiamo sia la Regione Puglia
sia il Ministero dello Sviluppo Economico,
a farsi carico del destino di questi lavoratori,
convocando urgentemente un tavolo di lavoro».

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