12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 07:11:00

Cronaca

​I dati che fanno paura a Taranto: prostata e vescica, incubo tumori​

Le patologie che colpiscono di più la popolazione maschile nel capoluogo con percentuali maggiori rispetto alle altre località della provincia jonica


Nella città di Taranto i tumori alla
prostata e alla vescica sono quelli che, dopo le
neoplasie dell’apparato respiratorio, colpiscono di
più la popolazione maschile, nel capoluogo con
percentuali maggiori rispetto alle altre località della
provincia jonica.

Anche per questo il Congresso
Regionale Pugliese della SIUT (Società Italiana di
Urologia Territoriale) si terrà la prima volta a Taranto,
un segnale di attenzione dei medici specialisti
pugliesi alla città che vanta questo triste primato.
Dopo Bari, infatti, sarà il capoluogo jonico ad ospitare
la seconda edizione del congresso regionale
SIUT che si terrà, a partire dalle ore 8.30, per tutta
la giornata di sabato 22 settembre presso il Grand
Hotel Mercure Delfino, in viale Virgilio a Taranto.
Vi parteciperanno alcuni dei più importanti urologi
e oncologi pugliesi, nonché esperti di alte branche
della medicina. Annunciando la manifestazione il
dottor Gaetano Ressa, specialista urologo della ASL
di Taranto, nonché membro del comitato scientifico
del congresso e del consiglio direttivo della SIUT,
ha spiegato che «il “Rapporto 2017” elaborato
dalla Direzione della ASL e basato sui dati del
Registro Tumori della Provincia di Taranto (anni
2006-2012), evidenzia come i tumori della prostata
e della vescica rappresentino nell’uomo il secondo
e il terzo tumore più frequente, con percentuali del
16,1% (prostata) e del 13,4% (vescica) che risultano
inferiori solo a quella del 16,5% dei tumori delle vie
respiratorie».

«È particolarmente critica la situazione
nel comune capoluogo – ha poi detto Gaetano
Ressa – come risulta dai dati della distribuzione dei
Tassi Standardizzati Diretti (TDS) dei vari Distretti
Socio Sanitari della provincia, che evidenziano una
prevalenza delle neoplasie delle vie urinarie (rene
e vescica) nel Distretto Socio-Sanitario cittadino,
rispetto a quelli della provincia. È soprattutto la
popolazione maschile a vedere un eccesso di questi
tumori, un fenomeno che, sulla base della letteratura
esistente, si presume veda il coinvolgimento delle
condizioni ambientali e lavorative, oltre che degli
stili di vita».

Per il Congresso Regionale Pugliese
della SIUT saranno a Taranto, oltre al presidente
nazionale SIUT Corrado Franzese, alcuni dei
maggiori esperti delle principali realtà sanitarie
pugliesi, quali Michele Battaglia, Ordinario di
Urologia Università degli Studi di Bari, Giuseppe
Ludovico, Direttore U.O. Urologia Ospedale “Miulli”
Acquaviva delle Fonti, Saverio Grossi, Direttore
U.O. Urologia Ospedale “SS. Annunziata” Taranto, Silvano Palazzo, Direttore U.O. Urologia Ospedale
“Perrino” di Brindisi, Vito Ricapito, Direttore U.O.
Urologia Ospedale San Giacomo di Monopoli. Con
altri specialisti urologi ospedalieri e del territorio
si confronteranno con importanti radioterapisti,
oncologi, specialisti in medicina nucleare, nefrologi,
infettivologi e medici di medicina generale.

I lavori congressuali, infatti, avranno come fine
ultimo il perfezionamento dei Percorsi Diagnostici
Terapeutici per l’ottimizzazione delle risorse e della
qualità delle prestazioni al malato, enfatizzando un
approccio multidisciplinare. Nel caso dei tumori alla
prostata, per esempio, la diffusione del dosaggio del
PSA (antigene Prostatico Specifico) ha notevolmente
elevato l’incidenza dei “tumori indolenti”, casi a
bassa malignità che sarebbero rimasti latenti anche
per molto tempo (15-30% dei soggetti oltre i 50 anni
e 70% di quelli ottantenni), portando a problemi di
“sovradiagnosi” che hanno rimesso in discussione
i programmi di “screening” su questo tipo di neoplasia.
Nel congresso, infine, saranno approfondite
le nuove tecniche per il trattamento della calcolosi
delle vie urinarie e, inoltre, sarà affrontato il grande
problema rappresentato ormai dalle infezioni delle
vie urinarie che, una autentica emergenza sanitaria,
sono sempre più caratterizzate da ceppi batterici
multiresistenti nella pratica clinica.

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