02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Dicembre 2021 alle 20:15:00

Cronaca

Droga import-export. Indagate 44 persone


TARANTO – Traffico di droga tra Milano, Taranto e Il Salento e per alcuni anche il reato di truffa: indagati in quarantaquattro. Notificati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari a firma del sostituto procuratore Lucia Isceri. L’inchiesta denominata “Bacone” è stata avviata nel 2006 dai poliziotti della Squadra Mobile dopo una rapina messa segno in un supermercato. Gli investigatori misero sotto osservazione un gruppo di persone sospette e scoprirono anche un vasto giro di droga. I poliziotti nel corso delle indagini riuscirono a identificare anche il presunto autore di un attentato incendiario compiuto nel gennaio del 2007 ai danni di un centro sportivo. Nell’inchiesta condotta attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali vennero a galla anche truffe ai danni di finanziarie e di ditte varie ordite da un gruppo di tarantini.

Utilizzavano nomi falsi e fornivano indirizzi fasulli, buste paga e codici fiscali contraffatti. I tarantini indagati sono il 53enne Francesco Buonfrate soprannominato “Ciccio Formaggio”, il sessantaduenne Mario Cantarone, il 52enne Antonio Cianciaruso, il 32enne Mirko Cito, il 35enne Pasquale D’Amato, il 28enne Daniele Di Napoli, il 41enne Giuseppe Gatta, il 42enne Giuseppe Insogna, il 40enne Francesco Martina, il 56enne Franco Nigro, detto “Pizzaballa”, il 28enne Rodolfo Nitti, il 62enne Donato Panessa, il 27enne Giuseppe Pascali, il 30enne Luca Pascali, il 33enne Nicola Pascali, il 51enne Giovanni Peluso, il 28enne Sergio Romano. Gli altri indagati risiedono a Milano, Napoli e in provincia di Bari, Lecce e Brindisi. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Franz Pesare, Fabrizio Lamanna, Gaetano Vitale, Donato Salinari, Andrea Silvestre, Luigi Danucci, Giuseppe Sernia, Giuseppe Cagnetta, Enzo Sapia, Angelo Casa, Paola Gallelli, Antonio Liagi, Luigi Palmieri, Mariangela Stasi, Nell’agosto del 2010 la Procura chiese l’arresto degli indagati ma il gip li rigettò. Fu presentato ricorso al Tribunale dell’Appello ma anche quei giudici dissero no.

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