Cronaca

Amianto, Ona parte civile

Rischiano il processo ex dirigenti e capi reparto di Italsider-Ilva


Amianto all’Ilva: all’udienza
preliminare del prossimo 9 ottobre
l’Ona, osservatorio nazionale sull’amianto
si costituirà parte civile.
Rischiano il rinvio a giudizio ex dirigenti,
capi reparto e medici dell’ex Italsider e
dell’Ilva per la morte di tre operai ammalati
di mesotelioma e lesioni gravissime di
un quarto lavoratore colpito dall’amianto
killer.

L’Osservatorio nazionale sull’amianto
rivolge un nuovo appello al Ministro Di
Maio perché si provveda alle bonifiche
dell’amianto che è ancora presente.
“Le vittime hanno lavorato nello stabilimento
siderurgico più grande d’Europa
per oltre 20 anni senza mai ricevere alcuna
protezione e senza essere mai stati
informati sul rischio amianto- si legge in
una nota dell’Ona – la richiesta di rinvio
a giudizio, è stata firmata dal sostituto
procuratore Giorgia Villa.
Le ipotesi di reato sono cooperazione
colposa in omicidio colposo e in lesioni
personale gravissime colpose per
imprudenza, negligenza, imperizia e
inosservanza delle norme sull’igiene del
lavoro. Messi agli atti i certificati di malattia
professionale rilasciati dall’Inail e
quelli degli accertamenti dello Spesal, il
Servizio Prevenzione e Sicurezza Negli
Ambienti di Lavoro.
Secondo il Renam, Registro Nazionale
Mesoteliomi per la Puglia, coerentemente
con le rilevazioni dell’Osservatorio
Nazionale Amianto, negli ultimi 20 anni
sono stati censiti 1191 casi di mesotelioma
pleurico, di questi il 40% solo a Taranto,
pari a 472 casi.

Di questi ultimi, il 70% sono occupazionali;
la restante parte, comunque è
attribuibile all’area siderurgica.
Lo sportello Amianto Ona Taranto è già
al servizio di lavoratori e cittadini esposti
e vittime amianto. I cittadini di Taranto
potranno ottenere assistenza contattando
lo sportello amianto al numero verde 800
034 294, e per informazioni si può consultare
il sito www.osservatorioamianto.com
“L’Ona attraverso le sue rappresentanze
territoriali, in circa 10 anni di attività nel
capoluogo jonico, oltre ad aver sollevato
il problema amianto, è stata protagonista,
nella società, e nelle aule di giustizia,
chiedendo che fossero rispettate le misure
di sicurezza- si legge nella nota- la strage
amianto e altri cancerogeni presso l’Ilva
di Taranto e nella città di Taranto: 472
casi di mesotelioma, registrati nella sola
città di Taranto nel periodo dal 1993 al
2015 (complessivamente in Puglia negli
ultimi vent’anni sono stati censiti 1.191
mesotelioma e di questi il 40% sono a
Taranto); il 400% in più di casi di cancro
tra i lavoratori impiegati nelle fonderie
Ilva; il 50% di cancri in più anche tra
gli impiegati dello stabilimento, che sono
stati esposti solo in modo indiretto; il
500% di cancri in più rispetto alla media
della popolazione generale, della città di
Taranto, non impiegata nello stabilimento;
tasso di incidenza del cancro, dell’intera
città di Taranto, superiore alla media di
tutte le altre città italiane.

L’Osservatorio
Nazionale sull’Amianto, attraverso il suo
coordinatore territoriale Giovanni Gentile,
e il coordinatore Ona Taranto, Pasquale
Maggi, hanno censito, tra i soli cittadini
che si sono rivolti all’associazione 360
casi di cancro polmonare e mesotelioma;
85 tumori della vescica; 316 broncopatie;
201 asbestosi.

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