05 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 12:00:30

Cronaca

Agguato al rione Tamburi. Scarcerati i due cugini


TARANTO – I giudici del Tribunale del Riesame hanno disposto la scarcerazione, per mancanza di indizi di colpevolezza dei cugini Michele Padovano, 39 anni e Michele Di Taranto, 31, che erano stati fermati per l’agguato del rione Tamburi. Hanno accolto la richiesta del difensore dei due, l’avvocato Enzo Sapia. Erano stati i carabinieri del Comando provinciale a fermarli, ritendendoli gli autori del ferimento, a colpi di pistola di tre persone, dopo un litigio che era scoppiato in una sala giochi. Quella sera furono esplosi colpi di pistola contro Benito e Salvatore Giannone e Angelo Pizzoleo. I tre erano vicino ad uno scooter Yamaha di proprietà di uno dei due Giannone, parcheggiato davanti ad una farmacia. I colpi centrarono il primo al torace, il secondo al gluteo ed il terzo all’addome.

I militari del Nucleo Investigativo e della S.I.S. del Reparto Operativo avviarono subito le indagini, acquisendo le immagini di una serie di impianti di videosorveglianza di esercizi vicini, individuando così, un’autovettura Lancia Y di colore blu, il cui passeggero veniva visto mentre esplodeva colpi di arma da fuoco contro il terzetto. Sul posto furono recuperati quattro bossoli calibro 7.65. Le vittime furono ascoltate all’ospedale “SS. Annunziata”, dove erano state trasportate d’urgenza. I militari del Nucleo Investigativo, di concerto con l’autorità giudiziaria, avviarono immediate indagini, anche con l’ausilio di attività tecniche che hanno consentito, da un lato di consolidare il quadro indiziario riferito alle immagini di videosorveglianza, dall’altro di ricavare chiare indicazioni circa l’identità dei due componenti del commando e di fornire una lettura del movente dell’agguato, rivelando che era diretto contro Pizzoleo, dopo un litigio in una sala da biliardo, per futili motivi, pochi giorni prima. I cugini Michele Padovano e Michele Di Taranto che erano stati arrestati in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip presso il Tribunale su richiesta della Procura jonica, ora sono tornati in libertà su disposizione del tribunale del riesame i quali hanno accolto il ricorso del loro difensore, l’avvocato Enzo Sapia.

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