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21 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 21 Maggio 2022 alle 06:42:03

Cronaca

​Rapina da 80mila euro, scattano tre fermi​

​Sono indagati per rapina aggravata dall’uso di armi, sequestro di persona, tentata rapina e furto​


Rapina da 80.000 euro,
scattano tre provvedimenti di fermo
di p.g. nei confronti di tre pregiudicati
“gravemente indiziati, a vario titolo,
di rapina aggravata dall’uso di armi,
sequestro di persona, tentata rapina e
furto” dicono dalla Questura di Taranto.

A condurre le indagini, dirette dal
sostituto procuratore Mariano Buccoliero,
gli agenti della Squadra Mobile.
“L’indagine” spiegano dalla Polizia
“trae origine da una rapina commessa
il 20 agosto alle Poste di Talsano”. In
quella occasione due individui, armati
di una pistola (presumibilmente una
semiautomatica), durante le fasi che
precedono l’apertura al pubblico dell’agenzia
“Talsano 1”, in via Lepanto 1,
vi si sono introdotti all’interno, costringendo,
sotto la minaccia dell’arma, la
direttrice ed un dipendente a consegnare
loro le somme di denaro contenute
nella cassaforte e negli armadi blindati,
conteggiate in 80.000 euro, di cui
2.000 in monete. Il lavoro di indagine
ha consentito di individuare “non solo
i soggetti descritti dalla vittime, ma
anche due autovetture da loro stessi
(e da un terzo complice) utilizzate per
raggiungere il luogo e per darsi poi a
successiva fuga.

Le due autovetture
sono risultate riconducibili ad un soggetto
residente a Pulsano già gravato da
precedenti specifici”. Di rilievo anche
le dichiarazioni fornite da un dipendente
dell’Ufficio postale, “a proposito
del sospetto maturato nei confronti di
tre soggetti a lui sconosciuti, notati
qualche settimana addietro a bordo di
un Suv di colore bianco, assumere un
atteggiamento equivoco proprio nelle
fasi di apertura al pubblico. Per quanto
non venivano acquisiti particolari
elementi individualizzanti sul conto
dei predetti, tale ultima circostanza
ha consentito di riscontrare che in
effetti, il precedente 6 agosto, proprio
l’autovettura dell’indagato di Pulsano
(un crossover di colore bianco) aveva
percorso le vie adiacenti all’Ufficio
Postale; lo stesso veicolo che il citato
soggetto avrebbe poi utilizzato il giorno
della rapina come auto d’appoggio.
L’analisi delle telecamere ha consentito
di accertare come già nella precedente
occasione i soggetti avevano
avuto l’intenzione di commettere la
rapina, utilizzando pure una Lancia Y
rubata la notte precedente a Taranto
in via Scoglio del Tonno e da loro
stessi parcheggiata nei pressi dell’Ufficio
Postale, ma che per loro sfortuna
avrebbe poi dato problemi di messa in
moto proprio nelle fasi antecedenti la
rapina, così costringendoli a desistere
dal consumare il delitto”.

Il piano sarebbe stato comunque portato
a termine il 20 agosto; questa volta
utilizzando anche un’auto facilmente
riconducibile all’indagato, in quanto
intestata al padre. E sarebbe stata proprio
tale spregiudicatezza a tradire il
gruppo di rapinatori, hanno spiegato
dalla Questura di Taranto. “Nel corso
delle indagini, durate poco più di un
mese, si è appurato che gli indagati
avevano già effettuato alcuni sopralluoghi
presso altri probabili obiettivi,
sia nel capoluogo che in altre località
della provincia. È il caso di una gioielleria
in via Cesare Battisti, di una
banca a Torricella, e ancora di un’altra
gioielleria di Carosino. Sopralluoghi,
il cui monitoraggio ha consentito di
individuare ben presto gli altri due
complici della rapina commessa a
Talsano. Questi ultimi (un calabrese ed
un rumeno, corrispondenti ai soggetti
descritti dalle vittime), di cui erano
stati acquisiti i volti, sarebbero stati
compiutamente identificati soltanto il
28 settembre.

Avviatisi dalla Marina
di Pulsano (da un’abitazione già individuata
quale loro possibile covo) si sono
diretti a Carosino, in Corso Umberto,
dove – stando ai chiari contenuti intercettati
– si preparavano a compiere
una rapina ai danni di una gioielleria.
A fronte dei chiari cenni all’obiettivo
da colpire, i tre indagati sono stati
fermati e sottoposti a controllo e perquisizione:
tra il materiale rinvenuto
(fra cui due borsoni, di cui uno vuoto mentre l’altro contenente un rotolo di
nastro adesivo, due paia di guanti ed
un martello da carpentiere) anche un
“taglierino” ed alcune fascette serracavo
in plastica (dello stesso tipo di
quelle già utilizzate in occasione della
rapina consumata in danno dell’Ufficio
Postale). La perquisizione è stata estesa
sia presso l’abitazione dell’indagato
originario di Pulsano sia presso l’abitazione
della Marina di Pulsano, ove
si aveva il sospetto che il calabrese ed
il rumeno (entrambi residenti in provincia
di Cosenza) dimorassero. Lì è
stata rinvenuta, in possesso di altri due
soggetti (un uomo, anche lui di origine
calabrese, ed una donna) – sui quali
sono in corso ulteriori accertamenti
– la somma di circa 24.000 euro, in
banconote di vario taglio, compreso
numerosissime monete (verosimilmente
parte del bottino della prima rapina
consumata)”.

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