Cronaca

Riva, ecco perchè il disimpegno è possibile


TARANTO – “Abbiamo posto delle riserve che riguardano la sostenibilità economica e tecnica del parere della commissione”, a cui si somma “una riserva a poter accogliere e attuare le disposizioni in assenza della piena disponibilità dei beni”. Il linguaggio è quello dai toni rigorosamente istituzionali del presidente Bruno Ferrante. La sostanza è che l’Ilva deve capire se la nuova Aia è sostenibile, dal punto di vista economico, per l’azienda. E se non lo fosse? Se la valutazione risultasse negativa? La risposta la danno le leggi del mercato. Non a caso, alla domanda su una possibile rinuncia da parte di Ilva a continuare la produzione a Taranto, Ferrante ha risposto: “non è ipotizzabile” aggiungendo però un “per il momento” che è frase dal peso specifico importante, in questo momento. Un disimpegno della famiglia Riva non è più da considerarsi tabù, quindi.

“Credo che oggi sia difficile esprimere un giudizio immediato e sintetico, motivo per il quale abbiamo posto delle riserve che riguardano la sostenibilità economica e tecnica del parere della commissione” le parole di Ferrante consegnate ieri alle agenzie di stampa. “Abbiamo espresso apprezzamento per il lavoro della commissione” ha proseguito Ferrante con la consueta, ed oggettivamente indiscutibile, abilità doplomatico-dialettica “che è un lavoro che si è svolto con idee chiare e in tempi ristrettissimi. Tuttavia, ci siamo riservati di fare una valutazione, come ho detto, sul piano della sostenibilità economica oltre che tecnica del parere, anche alla luce dell’andamento del mercato mondiale di questo settore. Stiamo parlando di un’Aia che entrerebbe in vigore in Italia nel 2012 e in altri paesi nel 2016, e c’è chi chiede addirittura un rinvio al 2020. Questo per noi significa una minore competi-tività, quindi, nei prossimi anni avremmo dei competitori europei che produrrebbero in un regime assolutamente diverso dal nostro, più favorevole alla loro produzione e questo è un elemento che dobbiamo valutare, così come dobbiamo valutare la nostra futura capacità produttiva. Infatti, c’è un limite che è stato indicato e dobbiamo verificare se questo limite è coerente con l’impegno finanziario che ci viene richiesto”. Non è un caso se dal ministero dello Sviluppo Economico, da dove il ministro Passera ha tuonato nei giorni scorsi contro i magistrati tarantini (“non li capisco”) trapela che pur approvando l’Aia si sarebbe chiesta una verifica sulla compatibilità economica degli interventi da parte dell’azienda, tra cui la parte più importante che riguarda la copertura dei parchi. Un’operazione onerosissima per l’azienda ma imprescindibile per l’asse procura-custodi giudiziari.

Giovanni Di Meo

 

LA PROCURA: NUOVA AIA? VALUTEREMO.

“La Procura non può e non vuole commentare un provvedimento come l’autorizzazione integrata ambientale. Mi chiede come la nuova Aia si andrà ad ‘incastonare’ nel quadro dell’inchesta? Per rispondere dobbiamo prima vederlo, questo documento. Aspettiamo di averlo tra le mani, quindi lo dovremo studiare con molta attenzione. Poi faremo le nostre valutazioni”. E’ il commento del Procuratore della Repubblica di Taranto, Franco Sebastio, all’indomani del rilascio della nuova Aia all’Ilva.

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