Cronaca

​Sparò contro familiare, ottiene i domiciliari

Cade l'accusa di tentato ​omicidio


Cade l’accusa di tentato omicidio e vanno ai “domiciliari”.
Si tratta di padre e figlio, S.P. e A.P. ,
arrestati il 12 gennaio scorso dai carabinieri
della Stazione di San Giorgio
Jonico.
I due erano accusati di tentativo di
omicidio a colpi di arma da fuoco ai
danni di un familiare. Rispondevano
anche di minaccia aggravata, violenza
privata e danneggiamento.
La vicenda è stata ricostruita dai militari
dell’Arma di San Giorgio Jonico
dopo la denuncia presentata dalla
vittima.
Secondo la ricostruzione fatta dagli
investigatori i due imputati, in seguito
a litigi in ambito familiare che avevano
innescato una vera e propria faida, si
erano resi responsabili di minacce con
l’utilizzo di una pistola e del danneggiamento
di un’autovettura.

Il tentativo di omicidio a Capodanno,
quando, secondo la denuncia presentata
dal familiare dei due imputati, S.P. non
aveva esitato a esplodere un colpo di
arma da fuoco contro la vittima .
L’incursione a suon di piombo sarebbe
avvenuta sulle scale dello stabile in cui abitano i familiari dei due.
Secondo l’accusa la vittima era riuscita
a entrare in casa e a schivare il proiettile
esploso dal parente.
La vittima aveva sporto denuncia attivando
le forze dell’ordine e poi collaborando
alla indagine.
Il processo si è concluso con l’assoluzione
di padre e figlio dall’accusa di
tentativo di omicidio che è stata derubricata
in tentate lesioni.
S.P. e A.P., difesi dagli avvocati Luigi
Danucci e Pierluigi Morelli, hanno
patteggiato la pena.

Sono stati condannati a due anni di
reclusione il primo ed un anno e dieci
mesi il secondo.
In seguito alla assoluzione dal reato più
grave la difesa ha avanzato richiesta di
scarcerazione dei due imputati.
Come stabilito dalla normativa attuale
la vittima ha fatto pervenire la sua
opposizione alla scarcerazione dei due
imputati.
Pur tuttavia il giudice per le indagini
preliminari del tribunale di Taranto,
condividendo le argomentazione dei
difensori degli imputati ha disposto
che padre e figlio fossero trasferiti ai
“domiciliari”.
Nei giorni scorsi S.P. e A.P. dopo la
condanna con il patteggiamento sono
tornati a casa dopo diversi mesi di
carcere.

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