Cronaca

​Tagliente, applausi al convegno Ancri​

Il tema: “Sicurezza nelle città a base della democrazia”


Grande successo partecipazione al
Convegno “Sicurezza nelle città a base della democrazia”,
promosso ed organizzato dall’Associazione
Nazionale degli Insigniti dell’Ordine al Merito
delle Repubblica Italiana –Delegazione Ancri Puglia
– Sezione Territoriale Bat “Canusium”, che ha
avuto luogo nell’accogliente Auditorium di Palazzo
Mariano a Canosa di Puglia.

Presenti anche altri
vertici dell’Ancri tra cui i vice presidenti Domenico
Garofalo, Francesco Avena e Franco Graziano, il
tesoriere nazionale Luigi Vergaro, il delegato regionale
Puglia Aurelio Vieri e tutti i quadri direttivi
pugliesi. Il tema peraltro è risultato di particolare
attualità alla luce del decreto legge Salvini sulla
sicurezza e immigrazione approvato dal Consiglio
dei Ministri lo scorso 24 settembre ed entrato in
vigore il 5 ottobre. Il Convegno è stato chiuso dall’
intervento del prefetto Francesco Tagliente, delegato
nazionale ai rapporti istituzionali dell’Ancri , una
vita dedicata al servizio dei cittadini peraltro come
direttore dell’Ufficio ordine e sicurezza pubblica
del Ministero dell’Interno,

Questore di Firenze
e di Roma e Prefetto di Pisa, tenendo come filo
conduttore i valori fondanti della Repubblica. Tagliente,
ha ripreso i temi della lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione su mafia, trattati dai
relatori che lo avevano preceduto, ha richiamato
l’importanza del “desk antimafia, anticorruzione e
antiusura” attivato nel mese di ottobre del 2011 da
Questore di Roma e nel mese di giugno del 2012 da
Prefetto di Pisa. Riprendendo poi i temi del degrado
urbano, percezione di insicurezza e legittima difesa
all’esame del Parlamento, Tagliente ha detto che “se
nonostante la generalizzata diminuzione dei reati (
gli omicidi del 43,9%, le rapine del 37,6% e i furti
del 13,9%) si avverte più paura e voglia di armarsi,
se siamo arrivati al punto che quasi un italiano su
4 ha voglia di armarsi, bisogna riflettere e prendere
seriamente in considerazione una diversa politica
della sicurezza Con questi dati dovrebbe aumentare
la percezione della sicurezza, invece, paradossalmente,
sembra non essere così.

Delle due l’una – ha
proseguito – o c’è un grave difetto di comunicazione
con un linguaggio che alimenta l’insicurezza con
gravi ripercussioni sulla vivibilità e conseguentemente
sull’economia oppure i dati statistici non sono fedeli alla realtà per difetto di rilevazione o perché
la gente alle prime difficoltà ad accedere ai Servizi
rinuncia a fare la denuncia o la segnalazione”. Tra le
iniziative per gestire le paure della gente Tagliente a
parlato di “sfogatoi” della rabbia. “Servono sartorie
istituzionali e sociali”, – ha detto – serve un “partenariato
sociale territoriale” per conoscere quello che
accade dove gli occhi e le orecchie delle Forze di
polizia non possono vedere ed ascoltare. Applausi
a scena aperta quando Tagliente con un linguaggio
“pirotecnico” ha simboleggiato, con la maniglia,
la sedia e la lampadina, i servizi da erogare ai
cittadini.

La maniglia per significare l’esigenza di
garantire la pronta accessibilità ai servizi di polizia
nell’arco delle 24 ore; la sedia o poltrona per significare
la necessità di creare le migliori condizioni
di comunicazione e di ascolto facendo ricorso agli
elementi della psicologia della testimonianza e della
comunicazione; “la lampadina sul comodino” per
significare l’esigenza di far sentire le istituzioni e le
amministrazioni, a distanza di gomito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche