28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 08:11:24

Cronaca

​Assalto ai giornali, bufera su Crimi​

Taglio dei contributi, rivolta contro il sottosegretario

Vito Crimi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria
Vito Crimi

Entro il 2020 spariranno
i contributi dello Stato ai
giornali. La dichiarazione di guerra
ai giornali è arrivata dal sottosegretario
Vito Crimi all’adunata del M5S
che si è tenuta domenica 21 ottobre
a Roma. Secondo Crini in due anni
si risparmieranno fino a 100 milioni
di euro.

Un annuncio pronunciato
con «grande orgoglio» condito dalle
solite conutmelie contro giornali,
giornalisti ed editori.
Ma le sue parole hanno suscitato
l’immediata reazione del mondo
dell’informazione.
Roberto Paolo, vice direttore del
Roma, accusa il sottosegretario di
avere «mentito, quando, appena insediato,
garantì a sindacato, Ordine dei
giornalisti e associazioni di categoria
che questo governo non voleva abolire
il sostegno alle cooperative no
profit e agli enti morali che editano
giornali. Oggi dice che entro un anno
azzera quei contributi».
«Lei ha mentito di nuovo oggi (domenica
21, ndr) – incalza Paolo – quando
ha detto che verranno azzerati i contributi
all’editoria: in verità lei parla
solo dei 60 milioni destinati alla carta
stampata, ai giornali editi da cooperative
ed enti morali senza scopo di
lucro. Perché, dite voi dei 5 Stelle,
devono stare sul mercato, se non vendono
a sufficienza devono chiudere.
Ma lei sa bene che mantiene inalterati
altrettanti 60 milioni di euro di contributi
a radio e tv locali, che non sono
editi da cooperative di giornalisti con
divieto di distribuzione di utili, come
per i giornali, ma sono di proprietà di
imprenditori con fini di lucro, che se a
fine anno fanno utili, anche grazie ai
contributi pubblici che voi lasciate in
piedi, quegli utili se li dividono e se
li portano a casa.

Allo stesso modo,
lei mantiene in piedi i contributi ai
siti di informazione online. Lei vuole
colpire solo la carta stampata. Forse
perché la torta di pubblicità che oggi
finisce alla carta stampata fa gola al
suo vero padrone, la Casaleggio Associati,
il cui core business è il web».

«Chiuderanno centinaia di piccole
testate locali – incalza il vicedirettore
del Roma – migliaia di giornalisti
saranno disoccupati e affolleranno
la già grande schiera di persone che
pur di lavoricchiare sono disposti ad
essere sottopagati».
Già prima dell’intervento di Crimi, il
deputato di Forza Italia, Alessandro
Battolocchio aveva messo in guardia
dal pericolo che i tagli possano
produrre la morte «di molte testate
giornalistiche, soprattutto territoriali,
che danno lavoro a migliaia di
giornalisti e poligrafici e grafici».

«Questo intervento – ha chiarito il
parlamentare azzurro – non toccherà
affatto editori dei grandi giornali,
come vorrebbero far credere i
grillini, da tempo tagliati fuori da
questi fondi. Eliminerà invece il
giornalismo locale creando nuova
crisi occupazionale e sacrificando
gli investimenti che le cooperative
hanno fatto in questi anni».
«Il fondo per l’editoria, inoltre – aveva
detto ancora Battilocchio – nella
parte per i contributi diretti alla
stampa ammonta a poco più di un
euro all’anno per italiano, a cui viene
garantito – grazie al fondo – un bene
immateriale dal valore irrinunciabile
in uno stato democratico come
è il pluralismo dell’informazione.
Senza contare che il costo sociale
degli oltre 3.000 giornalisti coinvolti,
insieme ai poligrafici, ai grafici e
agli addetti della filiera distributiva,
avrebbe una incidenza, anche
economico-finanziaria sugli istituti
di previdenza interessati, uguale se
non maggiore rispetto alla spesa
azzerata dal fondo».

«Dopo l’attacco all’Ordine dei
giornalisti – la conclusione di Battilocchio
– arriva quindi un’altra
minaccia per una categoria tutelata
dalla nostra stessa Costituzione. Spero
il governo torni indietro su questa
materia che non fa neanche parte del
cosiddetto contratto di governo. Mi
appello soprattutto ai colleghi della
Lega che ben conoscono i sacrifici e
gli sforzi dei tanti giornali e giornalisti
di provincia che sopravvivono
grazie a quei fondi».

Questi gli articoli pubblicati sull’argomento da Taranto Buonasera:

Europa e USA: così i finanziamenti all’editoria

Senza il Fondo pubblico vantaggi solo ai grandi gruppi editoriali

No a tagli delle risorse per l’informazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche