27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 21:08:00

Cronaca

​Patto dei Sindaci, i consiglieri «No al modello Taranto»​

In dieci contro Melucci


«No al modello Taranto.
Il sindaco Melucci non è garanzia di
collegialità». Così i consiglieri comunali
tarantini del “Patto dei Sindaci”
Stefania Baldassari, Tony Cannone,
Floriana De Gennaro, Mimmo Festinante,
Cataldo Fuggetti, Mario
Pulpo, Federica Simili, Marco Nilo,
Giampaolo Vietri, Massimiliano
Stellato. Mercoledì 31 ottobre, infatti,
si svolgeranno le elezioni utili a rinnovare
la presidenza della Provincia.

Due
i candidati in campo: il sindaco di Taranto,
Rinaldo Melucci ed il sindaco
di Castellaneta, Giovanni Gugliotti.
Oggi, in vista delle consultazioni di
secondo livello, si registra l’intervento
a sostegno della candidatura di
Gugliotti. «Leggiamo con stupore
delle dichiarazioni rese dal sindaco di
Taranto e attuale candidato presidente
della provincia a proposito del modello
da esportare nella massima assise provinciale.
Si parla di modello Taranto
e si sciorinano, nella stragrande maggioranza
dei casi, risultati positivi non
addebitali a questa gestione o frutto
del lavoro di questa giunta: grandi
opere, uscita dal dissesto, o masterplan
per la città vecchia. Insomma il
Sindaco vende come frutto del lavoro
di questa amministrazione azioni che
provengono da lontano o dal Contatto
Istituzionale di Sviluppo.

Una favola
immaginifica di progettualità che in
realtà però non avrebbe cambiato il
volto della città amministrata, sempre
più sporca, decadente e abbandonata
a se stessa, né la vita quotidiana dei
cittadini. Scomparso il ruolo delle
circoscrizioni il legislatore il modello
amministrativo in realtà lo aveva reso
chiaro: il sindaco avrebbe dovuto
amministrare attraverso un modello
di relazioni apprezzabile, con orecchie,
voce e presenza rivolte a quella comunità, che in realtà, invece, non
vede più il suo primo cittadino dalle
elezioni di circa un anno e mezzo fa.

Che dire poi del modello di relazione
politica? – s’interrogano i consiglieri
comunali del “Patto dei Sindaci”. Con
i consiglieri comunali di maggioranza
e opposizione, trattati spesso come un
fastidioso prurito della democrazia, le
associazioni di categoria e i sindacati
ignorati? Il modello Taranto, infatti,
è tutt’altro che virtuoso. Fatto di
innumerevoli cambi di rotta, di chiusura
verso livelli istituzionali per noi
molto importanti e gestito in maniera
unilaterale dal classico “uomo solo al
comando”. Basterebbe riguardare con
attenzione gli ultimi due anni della vita
politico-amministrativa della città per
rendersene conto.

Mentre i destini di
Taranto si legavano a trattative che si
svolgevano a Roma o a Bari, il sindaco
riteneva opportuno snobbare questo o
quell’appuntamento, trattando il futuro
di una città come un affare personale
fatto di simpatie o antipatie. Da sindaco
di Taranto cambiava posizioni all’occorrenza:
con una maggioranza veniva
eletto e poi scaricava i suoi compagni
di viaggio, prima con Emiliano, addirittura
nella firma del ricorso avverso
al Dpcm sul Piano Ambientale Ilva,
poi contro, prima contro Calenda e
poi, chissà perché, suo maggiore sostenitore.

Oggi – spiegano Baldassari,
Cannone, De Gennaro, Festinante,
Fuggetti, Pulpo, Simili, Nilo, Vietri e
Stellato – sosteniamo con caparbietà il
candidato presidente della provincia e
sindaco di Castellaneta Giovanni Gugliotti,
non solo perché ne apprezziamo
le doti politiche e amministrative, che
emergerebbero con ancora più vigore
se il Sindaco di Taranto accettasse
l’invito al confronto rivolto dal nostro
candidato e sinora rimasto lettera
morta, ma anche per andare proprio
contro il metodo che il sindaco di
Taranto vorrebbe affermare anche in
Provincia. Il sindaco di Taranto non
è garanzia di buon governo o lealtà
politico-amministrativa, e soprattutto
non è garanzia di collegialità, quella
collegialità che servirebbe per amministrare
degnamente la città capoluogo
e che servirà ancora di più per
amministrare un territorio di ben 29
municipalità. E’ il tempo di stare uniti
e non consegnare anche la Provincia
nelle mani di un uomo solo e del suo
cerchio magico».

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