23 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Gennaio 2022 alle 18:30:38

Cronaca

​Somministrati a rischio, sit-in a Teleperformance​

Nidil Cgil: Lavoratori sul piede di guerra


«Si potrebbe tornare nuovamente davanti ai cancelli di
Teleperformance, e ancora una
volta per invertire il destino dei
primi 60 lavoratori somministrati
che per effetto del decreto dignità
potrebbero dall’uno novembre
tornare tra le fila dei disoccupati
italiani».

La comunicazione arriva direttamente
dal Nidil Cgil, che in questi
giorni ha svolto anche numerose
assemblee all’interno della sede
della multinazionale che si occupa
di telecomunicazioni.
«La platea dei lavoratori a rischio
sale a circa 300 se valutiamo i contratti
in scadenza – spiega Daniele
Simon, segretario del Nidil Cgil di
Taranto – Contratti che superata la
soglia dei quattro rinnovi, secondo
il recente Decreto Dignità voluto
dal ministro e vice presidente del
Consiglio, Di Maio, potrebbe di
fatto aprire la strada ad una temibile
stagione “tritacarne”».

A settembre il Nidil aveva già utilizzato
questo termine, spiegando
come il personale in uscita, veniva
«allegramente sostituito da altro
personale passato velocemente da
corsi di formazione organizzati
dalla stessa azienda e spesso con
la “complicità” dei committenti».
«Si forma personale che si tiene
pronto come in una batteria di polli
da combattimento – dice ancora
Simon – una volta scaduti i termini
che dovrebbero aprire la porta a
un lavoro stabile, si procede con
la sostituzione. Si gioca insomma
con la carne, i sentimenti e la vita
privata di centinaia di persone con
il sostegno di una legge che oggi
mostra le sue debolezze. Mentre
noi abbiamo presentato una bozza
di accordo, insieme alla Slc, per
sostenere la continuità lavorativa,
creando un bacino di prelazione
per i lavoratori in somministrazione-
continua Simon – ma l’azienda
rifiuta ogni tipo di confronto»

Mercoledì prossimo, 31 ottobre, si
tornerà, dunque, davanti ai cancelli
di Teleperformance ma «questa
volta il grido d’allarme potrebbe
espandersi fino ai lavoratori con
contratto non precario».
«Le ripercussioni potrebbero
riguardare anche loro – spiega
Simon – perché la fuoriuscita di
questo personale potrebbe causare
subito la perdita della commessa
Iliad e ridurre di circa il 50 per
cento il flusso delle chiamate.
Un ulteriore rischio che il sito di
Taranto non può permettersi. All’iniziativa
di protesta dei lavoratori
di Teleperformance – concludono
dal Nidil Cgil di Taranto – sono
invitati tutti i rappresentanti istituzionali
del territorio, i consiglieri
regionali e i deputati tarantini
eletti in questa circoscrizione».

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