Cronaca

​Paolo Cigliola, giudice gentiluomo​

Il magistrato tarantino è stato ricordato a Urbino


«Come antico docente del giovane Paolo
nel liceo classico di Taranto, desidero esprimere
sentimenti di vivo ed affettuoso apprezzamento per
questo professionista del Diritto (…) la targa che
porta il suo nome ricordi la sua umanità laboriosa
e generosa, punto di riferimento per le nuove generazioni».
Anche monsignor Pietro Maria Fragnelli,
attuale vescovo di Trapani e in passato docente al
Quinto Ennio, ha voluto inviare un messaggio in
occasione dell’iniziativa del Tribunale di Urbino
di intitolare al tarantino Paolo Cigliola l’Aula di
Pubblica Udienza del Palazzo di Giustizia.
Cigliola, magistrato gentiluomo, era universalmente
stimato ed apprezzato. Il presidente del Tribunale,
Massimo Di Patria, ha detto che «l’identità del
Tribunale di Urbino è l’identità di Paolo Cigliola e
non c’è nulla di più giusto che intitolare quest’aula
proprio a lui». Cigliola è morto a soli 52 anni, lo
scorso mese di aprile, nella sua abitazione, per un
infarto. Da venti era in servizio nella città ducale.
Originario di Taranto, cresciuto a Forlì, ha percorso
a Urbino buona parte della sua carriera professionale,
assumendo tra il 2012 e il 2013 anche il ruolo
di presidente facente funzioni del tribunale. Un
incarico onorato con grande slancio e generosità
visto che Cigliola ricorse alla Corte Costituzionale
con successo contro la già decisa soppressione del
tribunale di Urbino. E, unico caso in Italia, il ricorso
venne accolto sulla base del fatto che Urbino era cocapoluogo
di provincia. Cigliola si schermì anche
in quella occasione dagli applausi, dicendo che il
merito era di tutti e «se anche un piccolo giudice
può far cambiare decisioni signifi ca che in questo
Paese la democrazia è più che mai viva».

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