Cronaca

​Chi vuole abolire i contributi alla stampa ne vedrebbe sprecare molti di più​

Dubbi e perplessità anche sul redddito di cittadinanza


L’abolizione dei contributi
alla stampa suona come una vera e propria
vendetta da parte dei Cinque stelle,
tenuto conto che lo Stato ora dà davvero
ormai pochi spiccioli, rispetto a quando
a distribuire le risorse era Berlusconi che
portò a 500 milioni il costo per accontentare
il plotone dei suoi sostenitori guidati
da Giuliano Ferrara. Già i tagli operati
da Monti si sono dimostrati letali: hanno
chiuso molti giornali, compreso il “Corriere
del Giorno” del quale sono stato socio
per un quarto di secolo. Rispetto ai fondi
risparmiati con i tagli operati da Monti
con il mio giornale, il governo ha speso
tanti soldi in sostegno al reddito, non ha
più incassato l’Irpef e le altre tassazioni,
ha privato l’Inps dei contributi previdenziali
e ha tagliato un’impresa molto attiva,
eliminando una trentina di posti di lavoro.

Anche la cassa dei giornalisti, l’Inpgi, ha
ricevuto un grande danno, non potendo
più incassare i contributi ma dovendo solo
pagare. Compresa la mia pensione!
Se il sostegno all’editoria, in un Paese che
legge poco, che è succube della tv e ora
anche del web politico, è considerato assistenzialismo,
come definire il condono,
che premia gli evasori, i furbacchioni, gli
edificatori abusivi (di Ischia e non solo)?
Come considerare il reddito di cittadinanza
che premierà soprattutto chi non
dovrebbe riceverlo?
A proposito di reddito: non sono contrario
in linea di principio allo strumento che,
in un altro Paese (in tutti gli altri paesi
europei) avrebbe un senso, ma quel che
ce ne hanno detto finora, è semplicemente
allucinante.

Perché? Riassumo i concetti che tutti
dovremmo aver chiari se non fossimo
abbagliati da posizioni politiche preconcette,
cominciando però con l’ammettere,
tranquillamente, che il voto dato dai nostri
giovani ai 5 Stelle era l’unica “rivoluzione”
ancora possibile, nelle condizioni
attuali. Ai tempi nostri, avremmo sfidato
le manganellate della polizia, ma oggi, i
giovani non hanno altra forza che spingere
una scheda elettorale che recita così: “Andate
tutti quanti a quel paese… speriamo
che almeno i grillini facciano qualcosa!”.
Perché sono ridotti così (i nostri giovani)?
Per colpa nostra, che abbiamo ucciso tutti
gli ideali che non si discutano ai tavoli del
bar, impugnando un cocktail.

Il reddito di cittadinanza? Io lo vorrei perché
ho due figli disoccupati, uno dei quali
si è laureato quattro anni fa e ha trovato
solo pochissime occasioni di… sfruttamento.
Ma lui non lo percepirà, perché è
a casa con me e vale il mio Isee… a meno
che non lo cacci di casa o finga che abbia la
residenza altrove. Invece lo prenderanno,
il reddito di cittadinanza: i parcheggiatori
abusivi, i pusher, le prostitute, i ladri d’auto,
i truffatori e così via, nonostante i loro
lauti guadagni, perché lavorano in nero. E
nessuno andrebbe a mettere in discussione
i loro diritti sacrosanti!

Altro che sei anni di carcere: sei anni di risate! Vorrei
vedere, poi, chi metterebbe in discussione
il diritto al reddito di coloro che occupano
da anni abusivamente case pubbliche o
altrui: la casa che occupano non è loro e
quindi non è caricata nell’Isee, anche se
ne fruiscono! Ammesso che poi questa
pantomima di Isee dica qualche verità,
com’è ampiamente smentito dai fatti.
Andiamo alla modalità di erogazione: ad
agire dovrebbero essere i centri per l’impiego,
che hanno ora il personale contato
e molto avanti negli anni, anzi… se va a
regime la quota 100 per i pensionati, potrebbero
scappare in massa… davanti al
rischio di dover risolvere da soli i problemi
del Paese!

Ma no, mi risponderebbe uno meglio
informato: stai dicendo un cumulo di
fesserie, perché è certo che i centri per
l’impiego saranno riformati e che è stato
anche stanziato un miliardo per questo.
Già! Ma che faranno? Assumeranno altro
personale? Devono farlo per concorso,
essendo pubblico impiego. E quando saranno
fatti i bandi? E le graduatorie? E la
formazione degli operatori?
Ma ammesso che gli operatori si creino
dal nulla come per miracolo, siamo già a
Natale ancora non si intravede un disegno
di decreto, anzi: siamo in attesa che il
Parlamento vari tutta la manovra. Quando
arrivano questi soldi?
Già! Dimenticavo che i centri per l’impiego
devono inventare i corsi di formazione
da impartire ai recettori del trattamento.
Ma formazione in che cosa? Chi li fa
questi corsi? Dobbiamo assumere anche
i formatori? E per insegnare cosa? Per
insegnare a zappare a coloro che, avendo
avuto il terzo figlio, possono avere la terra!?

Beh, questo argomento rimandiamolo
a dopo… ma vorrei proprio sapere chi
forma a quale lavoro?
E poi: è certo che la norma prevederà che
non si possono rifiutare più di tre proposte
di lavoro, se no si perde il sussidio! Qui
le risate ci spingono alle lacrime! Tre
proposte di lavoro!? Il 95% degli iscritti
al collocamento non ne ha mai ricevuto
una! Ora dovrebbe riceverne tre!?
Ah! Ah! Ah!
Mi sfuggiva un particolare trascurabile:
i recettori dell’assegno devono lavorare
otto ore per il Comune. A fare cosa? A
raccogliere i fogli caduti dalle scrivanie
degli impiegati comunali? Chi li gestisce
o spiega loro che lavoro si richiede? Chi li
forma? I dipendenti comunali in esubero,
che fanno opera di volontariato, che hanno
tempo da perdere o che ricevono uno
straordinario?

Difficile sarà convincere i parcheggiatori
abusivi, che imperversano sempre più
numerosi e che riceveranno sicuramente il
sussidio perché nullatenenti documentatamente,
a lasciare scoperto il posto per otto
ore, a rischio che lo occupi qualcun altro!
Non dimenticavo qualcos’altro? Ah sì.
Non saranno dati soldi in contanti, perché
non vengano sprecati alle slot machine
ma saranno versati sul conto corrente, da
tenere a spese del fruitore, che potrà spendere
solo per generi di prima necessità!
Insomma: come il bonus di 500 euro per i
diciottenni da spendere in cultura, che poi
si rivendevano a prezzo scontato per avere
il contante? No! Peggio! Quella tessera da
utilizzare solo per i generi di prima necessità,
servirà per le spese della mamma,
della nonna, dei fratelli, che al recettore
del reddito di cittadinanza daranno, in
cambio, il denaro in contante da spendere
come gli pare!

O forse il governo ha intenzione
di mettere un finanziere dietro
ogni recettore per controllare se la spesa
alimentare va a finire sulla sua tavola?
Vogliamo parlare ora delle famiglie con
tre figli che ricevono la terra? No! Fa troppo
ridere! Riserviamo l’argomento per la
prossima puntata.
Perciò, caro Crimi, che dovevi trasmettere
le riunioni politica in streaming a tutto il
mondo e invece ti si vede sempre meno:
lasciali stare i giornali, che sono uno degli
ultimi presìdi di libertà, di democrazia, di
intelligenza. Lo so questo potrebbe essere
un deterrente! Ma al posto tuo comincerei
a leggerli e a interpretarli. Sono sicuro che
ti ricordi come si fa.

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