Cronaca

​La crisi del M5S e i danni alla crescita del nostro Paese​

​Non solo c’è stata una cattiva gestione dei fatti ma addirittura c’è stata una chiara azione nel voler illudere gli elettori sia in campagna elettorale che dopo​


Sono pugliese e pur vivendo
da oltre quaranta anni a Roma rimango
legato alla mia terra, per questo il
mio affetto si trasforma in sofferenza, in
tragica sofferenza, ogni volta che qualcuno
prende in giro i miei compaesani,
ogni volta che assicurando l’attuazione
di obiettivi impossibili ruba, si ruba, la
loro fiducia commettendo, nel caso delle
elezioni politiche, un vero reato quello
di “voto di scambio”.

Questo mio sconforto
è esploso leggendo le dichiarazioni
del Ministro Di Maio dopo la conferma
della continuazione dei lavori del
Trans Adriatic Pipeline (Tap). Riporto
integralmente quanto scritto su tutti gli
organi di informazione.
“Da Ministro dello Sviluppo Economico
ho studiato le carte del Tap per tre mesi
e vi posso assicurare che non è semplice
dover dire che ci sono delle penali per
quasi 20 miliardi di euro. Ma così è,
altrimenti avremmo agito diversamente.
Sulla TAP non ci sono alternative. Le
carte un Ministro le legge solo quando
diventa Ministro e a noi del M5S non
hanno mai fatto leggere alcunché. Chi
era andato al braccetto delle lobby non
ci ha mai detto che c’erano penali da
pagare”

Riporto anche quanto ribadito dall’ex
Ministro dello Sviluppo economico Calenda:
“Di Maio si sta comportando da
imbroglione, come su Ilva. Non esistono
penali perché non c’è un contratto con lo
Stato“, replica ancora l’ex ministro dello
Sviluppo Carlo Calenda che aggiunge:
“C’è un’autorizzazione giudicata dallo
stesso Governo pienamente valida. Se
l’annulli affronti una richiesta di risarcimento
del danno. Come sanno anche
i bambini senza bisogno di diventare
Ministri“. “Un Ministro della Repubblica
– aggiunge riferendosi al vicepremier
Luigi Di Maio – ha dichiarato che
in alcune carte segrete che ha potuto
consultare solo ora ci sono penali per
20 miliardi. È una menzogna“.

E a chi,
sempre via Twitter, obietta che in pratica
non ci sarebbe alcuna differenza, Calenda
replica: “Un cavolo. In un caso lo
Stato avrebbe firmato una carta segreta,
nella quale si impegnava a pagare 20
miliardi, nell’altro lo Stato ha solo autorizzato
un’opera privata alla luce del
sole (e in piena legittimità). Se revoca
l’autorizzazione paga i danni a seguito
di un arbitrato“.
Appare evidente che, non solo c’è stata
una cattiva gestione dei fatti, ma addirtittura
c’è stata una chiara azione del
Movimento 5 Stelle nel voler illudere gli
elettori sia in campagna elettorale, che
dopo; perché Di Maio era già Ministro
quando il Presidente della Repubblica
Mattarella è andato in visita ufficiale a
Tbilisi, capitale della Georgia, e a Baku,
capitale dell’Azerbaigian, il 16 e 17 luglio
di questo anno e, proprio a Baku, il
Presidente ha affermato, in conferenza
stampa, con il Presidente dell’Azerbaigian
“Confermiamo il comune interesse
e impegno a portare a compimento il
corridoio meridionale del gas; portando
a compimento il corridoio del Tap che
renderà possibile l’accesso diretto alle
riserve di gas del Mar Caspio“.

Tutto questo sembra davvero incredibile
e al tempo stesso inconcepibile, non è
assolutamente comprensibile che un
popolo come quello pugliese sia cascato
in questa assurda trappola, in questo
vergognoso impegno elettorale che in
nessun modo poteva essere mantenuto
ed è ancora più grave affermare che
“solo da Ministro ha scoperto l’esistenza
di una fantomatica penale”, però, sempre
da Ministro, allo stesso modo, non aveva
detto nulla a valle di una dichiarazione
formale del Presidente Mattarella di
piena conferma dell’opera.

E’ comprensibile il comportamento del
Sindaco di Melendugno e della gente del
Salento, so benissimo che gli sciacalli
della informazione sconsiglieranno le
vacanze su tali spiagge anche se risulteranno
essere molto più sicure e
controllate rispetto a prima, per questa
ragione l’intero Salento deve necessariamente
chiedere ed ottenere garanzie
pluriennali, non solo nel controllo della
condotta a mare, ma anche e soprattutto
nella sistematica informazione mirata ad
evitare penalizzazioni al turismo.
Capisco, anche se non lo condivido, il
comportamento del Vice Premier Di
Maio: è iniziato un sistematico crollo
di tutti gli impegni assunti in campagna
elettorale almeno per i grandi investimenti,
per le grandi scelte strategiche.
Prima l’Ilva di Taranto, decisione illegittima
e poi legittima; poi il Terzo
valico dei Giovi sull’asse AV/AC Genova
– Milano anche in questo caso prima il
blocco dei lavori e poi il ripensamento;
poi il Tap, in campagna elettorale da
annullare perché inutile e dannoso ed
ora da realizzare perché altrimenti c’è
la penale da pagare, si una penale che è
stata possibile “scoprire solo ora perché
nascosta ai grillini prima dell’ingresso
al Governo”.

Quindi rimane ora solo
la Tav, cioè il collegamento ferroviario
Torino – Lione. Per evitare un crollo
immediato e rilevante del consenso sono arrivate le dichiarazioni sia del Vice
Presidente Di Maio che del Ministro
Toninelli; il primo ha dichiarato: “Credo
che in questo momento nessuno a Roma
abbia intenzione di foraggiare quest’opera”,
il secondo ha precisato: “Stiamo
per completare un’analisi costi benefici
finalmente oggettiva così da indirizzare
i soldi dei cittadini verso le vere priorità
infrastrutturali del Paese”. Prepariamoci
quanto prima a leggere un comunicato

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