25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 11:57:00

Cronaca

​Ilva, D’Alò: diciamo no alle strumentalizzazioni​

Il segretario Fim: ad ArcelorMittal chiederemo ascolto


«Al “day one” dell’era
Mittal, dopo l’invio delle lettere ai
10700 dipendenti da assumere alla
partenza, sono emerse criticità che
il sindacato ha già provveduto ad
evidenziare alla direzione aziendale.
Questo non ci stupisce e, in fin dei
conti, era prevedibile in uno stabilimento
complesso come Ilva». Così
il segretario generale Fim-Cisl Taranto
Brindisi, Valerio D’Alò.

«Ad
aver acuito le difficoltà sono state
le visioni “di comodo” che qualche
responsabile può aver fornito ai
nuovi acquirenti che tradotte nel pratico,
dimostrano una visione fallace
dell’organizzazione del lavoro da
chi, purtroppo, quello stabilimento
lo vive da anni ma ha mascherato
le vere necessità di cui ha bisogno.
Ci si trova così ad assistere come
nel caso del reparto Agglomerato,
Acciaieria e nelle Manutenzioni in
generale, a pezzi di impianti con
riduzioni minime nelle squadre e
altri con riduzioni del 65%. Questo
è solo un esempio delle tante difficoltà
riscontrate nel primo giorno,
ma a cui, il prossimo 8 novembre al
Mise, chiederemo all’azienda di dare
ascolto tramite la voce del sindacato,
dei delegati che quegli impianti li
vivono quotidianamente».

«Stessa cosa sui criteri di scelta»
continua D’Alò. «Là dove abbiamo riscontrato irregolarità chiederemo
spiegazioni e, se queste non dovessero
arrivare, accompagneremo
i lavoratori anche ai ricorsi agli
organi competenti, se necessario.
In queste ore i lavoratori ci stanno
segnalando ciò che per loro non è
andato nel verso giusto, e questo ci
fa avere una visione di insieme dello
stabilimento. Questo, secondo noi,
vuol dire stare nel merito delle cose
e gestire i fatti che accadono anche
se, purtroppo, Taranto e i lavoratori
restano oggetto di chi strumentalizza
tutto e vuole far passare la “cigs”
per licenziamento, anche se è tutto
l’opposto.

Ci chiediamo: Dov’erano
dal 2009 a oggi? Perché sembrerà
strano ai più distratti, ma di media
2000 persone al mese, in Ilva, sono
in Cassa integrazione da tale data.
In quegli anni, i lavoratori in cassa,
non avevano la tutela di un accordo
con garanzia a fine piano, non
avevano un acquirente e quindi una
prospettiva, ma hanno affrontato
gli ammortizzatori sociali con la
consapevolezza che noi lavoravamo
per loro.
Anche oggi – come nel 2012 – parte
la campagna “contro i sindacati”,
il miglior regalo che si possa fare
a un’azienda, perché senza il sindacato
si che si sarebbe parlato di
licenziamenti e non ci sarebbe stata
garanzia alcuna.
Ora l’azienda ha l’opportunità di
dimostrare quello che in un anno
di trattativa ha dichiarato al Mise:
Voler porre attenzione ai lavoratori,
a Taranto, ed essere alla ricerca di
soluzioni.

Noi saremo pronti a fare
la nostra parte perché crediamo in
ciò che abbiamo fatto e che abbiamo
firmato consapevoli che, come
detto a più riprese, la firma di un
accordo non è l’arrivo, ma il punto
di partenza».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche