21 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 15:52:00

Cronaca

​Editoria sotto attacco, la Lega stoppa «la guerra talebana dei 5 Stelle»

Il durissimo intervento del comunicatore del Carroccio, molto vicino a Salvini


Altro fronte che si e’ aperto oggi e’ quello del taglio dei finanziamenti pubblici all’editoria. Con il presidente della commissione Trasporti alla Camera, il leghista Alessandro Morelli, coordinatore della comunicazione della Lega molto vicino a Salvini, che, in un lungo post, ha messo in chiaro che il suo partito mettera’ paletti ai tagli decisi dai 5 stelle.

“L’editoria e’ una grande risorsa per ogni Paese. Sono da cancellare le storture e i privilegi ma vanno tutelate le piccole grandi testate che hanno sempre fatto informazione di qualita’ e servizio pubblico nei territori. I giornali locali sono stati la fucina che ha prodotto grandi giornalisti ed editano una mole di informazioni che mai le testate nazionali potrebbero coprire. In piu’ una guerra talebana e quindi irrazionale a giornali storici e’ un errore che favorisce editori che vedono nella carta stampata non un investimento industriale o culturale ma una mera opportunita’ di indirizzare le masse”, scrive Morelli.

“La Lega – prosegue – e’ sempre stata contro questa logica e ancora una volta ribadiamo: nessuno (neppure gli editori e cooperative locali) intende difendere storture, anzi, incentivare all’innovazione e’ un obiettivo comune che permette di tutelare migliaia di posti di lavoro. Sono certo che i primi a voler esser coinvolti per lavorare su questo sono proprio piccoli editori e le migliaia di giornalisti che, svolgendo il loro mestiere dalla ‘provincia’, danno un servizio al Paese. Noi siamo con loro”.

Questi gli articoli pubblicati sull’argomento da Taranto Buonasera:

«Atto di ritorsione contro i giornalisti e la democrazia», Sindacato e Ordine contro il Governo

Il Pd Roberto Rampi porta il caso dei “tagli” in Senato

«Nessuna ghigliottina per i giornali»

Uccidere i giornali: attacco alla libertà

Assalto ai giornali, bufera su Crimi

Europa e USA: così i finanziamenti all’editoria

Senza il Fondo pubblico vantaggi solo ai grandi gruppi editoriali

No a tagli delle risorse per l’informazione

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