x

21 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 21 Maggio 2022 alle 07:14:22

Cronaca

Il Pd ​Roberto Rampi porta il caso dei “tagli” in Senato​

Tagli all’editoria, critiche al sottosegretario Vito Crimi


Il Partito democratico
chiede che la questione dei tagli
all’editoria venga discussa nell’aula
del Senato.
Lo ha chiesto, in un intervento che
ricalca la dichiarazione rilasciata
qualche giorno fa, il parlamentare
dem Roberto Rampi.
Nel suo invito, Rampi ripercorrendo
le ultime giornate campali sul
fronte relativo ai tagli all’editoria,
afferma: “Abbiamo ascoltato le
parole di un sottosegretario che di
fronte a una platea plaudente ha
annunciato la volontà di tagliare
le risorse per il pluralismo dell’informazione.

Questo, purtroppo, nel
‘900 lo abbiamo già visto; è già
successo che si intervenisse davanti
a platee plaudenti per chiudere
piccole e mettere a tacere le voci
indipendenti. Questa legge attuale,
invece, nasce proprio con l’obiettivo
contrario, quello di sostenere
questa industria”. Rampi ricorda
le ultime novità legislative in tema
di editoria e spiega: “Nella scorsa
legislatura abbiamo votato una nuova
legge sul pluralismo, recependo
anche gli emendamenti di chi oggi
è sottosegretario. Circolano però
informazioni prive di fondamento,
che parlano di passato dato che si dispongono risorse per editori puri,
piccoli editori e voci locali”.

Quindi Rampi conclude: “Spero
non sia per fare cassa, per un
fraintendimento o per propaganda,
non voglio nemmeno pensare sia
per mettere a tacere il pluralismo
dell’informazione. Tuttavia non vogliamo
che si faccia un danno alla
struttura della democrazia liberale
che si innesta sull’indipendenza dei
poteri e dell’informazione. Questo
Senato presti attenzione a quanto
sta avvenendo e il sottosegretario
venga nelle aule preposte. Non ci
tireremo indietro”.

Questi gli articoli pubblicati sull’argomento da Taranto Buonasera:

«Nessuna ghigliottina per i giornali»

Uccidere i giornali: attacco alla libertà

Assalto ai giornali, bufera su Crimi

Europa e USA: così i finanziamenti all’editoria

Senza il Fondo pubblico vantaggi solo ai grandi gruppi editoriali

No a tagli delle risorse per l’informazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche