14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

Cronaca

​Sciopero e corteo al rione Tamburi​

​Alla mobilitazione indetta da Flmu-Cub ha aderito anche il comitato Liberi e Pensanti​


«Il caso Ilva ci dimostra fin dove i
governi sono disposti a spingersi pur di preservare
il profitto di pochi e l’alta finanza: inquinamento,
insicurezza dei luoghi di lavoro, precarietà, disoccupazione,
sperpero di denaro pubblico, corruzione,
malattia e morte». Sono queste le motivazioni alla
base dello sciopero indetto dalla Federazione Lavoratori
Metalmeccanici Uniti Confederazione Unitaria
di Base. «Taranto assume un ruolo centrale nella battaglia
nazionale per recuperare i diritti negati». Anche
per questo, per la mobilitazione di stamattina, è stato
scelto un luogo simbolo: il rione Tamburi. Il corteo,
infatti, ha preso le mosse da piazzale Democrate per
percorrere le vie del quartiere a ridosso della zona
industriale fino a piazza Gesù Divin Lavoratore.
All’iniziativa ha aderito, tra gli altri, anche il comitato
cittadini e lavoratori Liberi e Pensanti. «Il gruppo
locale dei Cub si è schierato al nostro fianco nella
stesura del Piano Taranto, l’ultima speranza rimasta
alla città di liberarsi dall’inquinamento, chiudendo
le fonti inquinanti e avviando un vero piano di bonifiche
e decontaminazione dei terreni avvelenati da
60 anni di produzione a tutti i costi – evidenziano i
Liberi e Pensanti. Scendiamo in strada per esprimere
al governo dello pseudo cambiamento tutta la determinazione
dei tarantini, ancora una volta traditi,
che non hanno nessuna intenzione di credere alle
promesse di facili investimenti e leggi speciali che
faranno la stessa fine delle promesse elettorali. Che
Taranto mostri di aver capito quanto può valere,
forte di tante esperienze che negli ultimi tempi hanno
confermato per un verso la perenne cattiva volontà
degli amministratori ma d’altra parte hanno rivelato
l’enorme potenziale ancora in nostro possesso».

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