06 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Dicembre 2021 alle 06:58:33

Cronaca

ECOMAFIE, “LA SITUAZIONE A TARANTO È UN DISASTRO”


TARANTO – “La situazione ambientale a Taranto è un vero e proprio disastro. Così commissione parlamentare d’inchiesta sui rifiuti stamattina si è pronunciata a Bari. Al Castello Svevo il vertice sugli illeciti commessi al ciclo dei rifiuti, presieduto dall’on. Gaetano Pecorella che ha indagato anche sul caso Ilva e ha presentato le relazioni sui rifiuti in Puglia e sul colosso siderurgico tarantino. All’incontro hanno partecipato il sindaco Michele Emiliano, il presidente della Regione Nichi Vendola, i procuratori Antonio Laudati e Franco Sebastio, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, il ministro della Salute Renato Balduzzi, il sindaco Ippazio Stefàno. ll ministro Clini nel suo intervento al Castello Svevo ha tenuto a ribadire come la riapertura del procedimento di Aia non sia nata dall’inchiesta della procura, ma dalla richiesta del presidente Vendola.

Inoltre il ministro ha rivelato che ha già scritto al direttore dell’Oms con il quale stanno lavorando per portare a Taranto un Centro europeo di Ambiente e Salute. “Solo l’intervento della magistratura – ha evidenziato la commissione – ha determinato un effettivo impulso all’attività della pubblica amministrazione, il che è certamente inaccettabile dal momento che l’avvio di un’attività giudiziaria è sintomatico della tardività o dell’inefficienza dell’azione amministrativa”. La relazione della commissione ha stabilito che “ci si trova di fronte ad un’area altamente inquinata, rispetto alle quali risultano del tutto carenti le attività di bonifica o di messa in sicurezza a tutela dell’ambiente e della salute umana”. “La salute è un diritto costituzionale incomprimibile. E l’iniziativa economica non può essere esercitata recando danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana”. Sono queste le direttrici da cui ha preso spunto la Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti nel redigere la relazione dedicata all’Ilva di Taranto. “In particolare – spiega Pecorella – è proprio il diritto alla salute che non può essere bilanciato o sacrificato con nessun altro diritto o libertà sia pure di rango costituzionale, a venire in rilievo nella vicenda di Taranto, come si evince dalle conclusioni delle perizie richieste dal gip Todisco. La perizia epidemiologica descrive una grave e attualissima situazione di emergenza ambientale e sanitaria, imputabile alle emissioni inquinanti dello stabilimento e, segnatamente, di quegli impianti ed aree del siderurgico attualmente sotto sequestro”. “Di qui la decisione doverosa della magistratura che adottando il provvedimento di sequestro ha assolto pienamente la funzione che gli attribuisce la legge – si legge nella Relazione della commissione – di eliminare il pericolo che la cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati. Il problema delle ricadute occupazionali che discendono dal provvedimento di sequestro è una questione che riguarda esclusivamente la pubblica amministrazione e il soggetto imprenditoriale”. La Commissione aggiunge che la Regione è esposta al rischio di divenire destinazione privilegiata per lo smaltimento di rifiuti nell’ambito di traffici illeciti riconducibili ad organizzazioni malavitose radicate in altre regioni. La Commissione ha potuto accertare la sussistenza di gravi indizi circa la penetrazione della criminalità campana nel territorio pugliese, penetrazione facilitata dalle caratteristiche geomorfologiche della regione (presenza di numerose cave abbandonate). “Gli illeciti ambientali sono numerosi e resi possibili da complicità di soggetti che operano all’interno delle pubbliche amministrazioni” spiega la Commissione”. Altro elemento di criticità è l’esistenza di posizioni di controllo nel settore dei rifiuti da parte di imprese che hanno interesse a continuare a gestire il settore della raccolta e e dello smaltimento dei rifiuti, piuttosto che incrementare la differenziata. Si sono verificate situazioni paradossali nella discarica di Manduriambiente e al termovalorizzatore di Massafra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche