29 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Novembre 2020 alle 15:43:40

Cronaca

Cito trasferito nel carcere di Turi. C’è chi invoca gli arresti domiciliari


TARANTO – “Trovo che sia già ingiusta la detenzione di Cito in un carcere, alla luce delle sue condizioni fisiche, figuriamoci se possa essere plausibile un trasferimento lontano da Taranto e dai suoi famigliari”. Come prevedibile, il trasferimento di Giancarlo Cito dal carcere di Taranto a quello di Turi ha lasciato dietro di sè strascichi polemici di non poco conto. Ad intervenire oggi sono gli esponenti di At6, il partito che proprio l’ex sindaco fondò quasi vent’anni fa. “A mio avviso si tratta di una ingiusta detenzione – spiega Adriano Tribbia, vicepresidente del Consiglio comunale, eletto nella Lega d’Azione Meridionale. Bisogna considerare che Cito, un anno fa, si è sottoposto ad un delicato intervento per la rimozione di un tumore al fegato. Il suo recupero è stato molto lento e sofferto.

Tenere in carcere una persona anziana, con i suoi problemi fisici, è ingiusto. Per accuse come le sue, a mio modo di vedere, la detenzione domiciliare sarebbe più plausibile. Anche in considerazione del fatto che non ci sarebbe pericolo per la collettività”. Sull’argomento abbiamo ascoltato il parere di uno dei legali di Giancarlo Cito, l’avvocato Fausto Soggia che, assieme all’avvocato Michele Lucarelli, ha proposto di unificare le sentenze per le quali l’ex amministratore era stato riportato in carcere lo scorso aprile. Una richiesta accolta dalla Corte di Appello di Lecce che ha decretato lo sconto di pena: otto anni e sei mesi e non più undici e sei mesi. “Le motivazioni del trasferimento non sono a me note – spiega l’avvocato Soggia. A mio giudizio potrebbero essere una diretta conseguenza del sovraffollamento del nostro carcere. La struttura tarantina è una casa circondariale. Cito è stato trasferito in una casa di reclusione anche perchè la sua è una pena definitiva. Per questo potrebbe trattarsi di un trasferimento fisiologico”. Anche Cosimo Ciraci, fresco di riconferma in Consiglio comunale, dopo il pronunciamento del Tribunale ordinario sul ricorso presentato da Salvatore Ranieri (primo dei non eletti in At6) esprime “rammarico per il trasferimento di Giancarlo Cito, costretto ad allontanarsi dalla sua Taranto e dai suoi famigliari”. E sul provvedimento: “Non posso commentare le decisioni assunte dagli organi competenti, anche perchè non si conoscono ancora le motivazioni”.

Fabio Mancini

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