22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 19:45:15

Cronaca

​Gas radon, Isde insiste: Spostare quelle classi​

Un nuovo intervento riaccende il dibattito


«In considerazione del tempo relativamente breve richiesto dalle operazioni di messa in sicurezza che nell’attesa dell’espletamento delle stesse, le attività scolastiche siano spo­state in altre aree urbane o in altri pre­sidi nei quali siano state documentate concentrazioni indoor di radon almeno inferiori ai vigenti limiti di legge». È solo una delle proposte avanzate da Maria Grazia Serra e Maria Filomena Valentino, rispettivamente presidente e vicepresidente Isde Taranto. Ieri il Co­mune ha comunicato gli esiti del tavolo tecnico utile a dirimere la questione relativa alla presenza di elevate con­centrazioni di gas radon all’interno di una trentina di aule dei plessi scolastici Deledda, De Carolis e Vico del rione Tamburi: «Dall’incontro – si legge nella nota pubblicata sul sito internet del Comune – è emersa la assoluta adeguatezza degli interventi già messi in atto da parte dell’amministrazione comunale nonché l’inesistenza di rischi immediati per la popolazione scolastica ed il personale che opera nei plessi dell’Istituto comprensivo Vico-De Carolis».

Oggi, sull’argomento, si registra la presa di posizione dell’Isde. «La peri­colosità del gas radon è stata a lungo sottovalutata probabilmente perché si tratta di un inquinante presente natu­ralmente nell’ambiente, ma l’essere un gas naturale non rende il radon meno pericoloso. Un recente studio condotto in Francia (Ajrouche R et al, RadiatEn­viron Biophys 2018) ha evidenziato che il rischio di cancro polmonare aumenta del 16% ogni incremento di 100 Bq/m3 di radon indoor che il 10% circa di tutte le morti per cancro polmonare in Francia sono dovute al radon e che circa un terzo di quelle morti sono legate ad esposizioni supe­riori a 100 Bq/m3. L’Oms indica come limite ideale per gli ambienti abitativi 100Bq/m3, a causa del raggiungimento troppo oneroso di tale limite, viene convenzionalmente stabilito che il li­mite massimo di sicurezza sia 300 Bq/ m3 non potendo comunque fissare un limite minimo di sicurezza.

Dagli studi scientifici effettuati – dicono da Isde – emerge che il pericolo di contrarre un tumore polmonare è direttamente proporzionale al tempo di esposizione, alla concentrazione del gas e all’in­terazione con altri fattori di rischio ambientali e soggettivi. Non sembra, al momento, che l’esposizione a radon comporti un rischio oncologico mag­giore nei bambini ma l’inizio precoce dell’esposizione (età scolare), specie se associata alla presenza cronica di elevate concentrazioni ambientali ed alla concomitante presenza di altri fattori di rischio di origine ambien­tale, potrebbe verosimilmente essere responsabile di un aumentato rischio di cancro polmonare in età adulta. L’Italia in seno alla Ce ha recepito le raccomandazioni dell’Oms adeguan­dosi con una normativa nazionale e la regione Puglia ha di conseguenza emanato due leggi regionali a riguar­do.

La legge è tuttavia rivolta alla protezione dei lavoratori, quindi ad individui adulti, mentre appare ancora vaga sulla protezione della salute se gli esposti al radon sono bambini. Arpa Puglia ha eseguito in molte scuole di Taranto un monitoraggio delle concentrazioni di gas radon. Nei tre plessi dell’Istituto comprensivo statale Vico-De Carolis nel periodo compreso tra il 10/07/2017 e il 10/07/2018. In due ambienti della sede in via Deledda sono state registrate, in entrambi i se­mestri di rilevamento, concentrazioni di radon superiori ai limiti di legge. In altro plesso dello stesso istituto (via Ss. Angeli Custodi), in 16 ambienti su un totale di 38 sono state registrate, in entrambi i semestri,concentrazioni ben al di sopra dei limiti (in alcune aule si registrava una concentrazione media annua con valori compresi tra 306 e 718 Bq/m3). In via Archimede concentrazioni superiori ai limiti sono state registrate in 9 ambienti su 43 con la presenza, in alcune aule, di una concentrazione media annua compresa tra 329 a 698 Bq/m3. Le rilevazioni descritte non consentirebbero di sot­tovalutare il rischio sanitario a lungo termine, soprattutto considerando l’età pediatrica dei soggetti esposti, la loro lunga aspettativa di vita, la residenza in un’area con elevate criticità sanitarie (anche in termini di cancro polmonare) e ambientali e la mancata tutela sani­taria offerta dai vigenti limiti di legge.

Nel rispetto del criterio di massima precauzione e come ribadito da Ispra e Oms non esistendo una dose minima di sicurezza, è necessario e inderogabile attuare misure di prevenzione primaria in area ad elevato rischio sanitario. Si propone pertanto: Che siano pianifica­te e attuate quanto prima le necessarie operazioni di bonifica e risanamento degli ambienti scolastici; in conside­razione del tempo relativamente breve richiesto dalle operazioni di messa in sicurezza che nell’attesa dell’espleta­mento delle stesse, le attività scolasti­che siano spostate in altre aree urbane o in altri presidi nei quali siano state documentate concentrazioni indoor di radon almeno inferiori ai vigenti limiti di legge; che le concentrazioni indoor di radon siano rilevate e monitorate continuativamente sia nelle aule che negli spazi comuni; che sia fornita adeguata e periodica divulgazione degli esiti del monitoraggio del radon negli ambienti scolastici della città di Taranto».

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