27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

Cronaca

Riva agli arresti. Venerdì il giorno della verità


TARANTO – Non oggi. Con ogni probabilità, stando a quanto trapela da via Marche, venerdì. Sembra destinata a prolungarsi (salvo colpi di scena sempre possibili) l’attesa dei Riva in merito al ricorso contro gli arresti domiciliari per il patriarca, il patron dell’Ilva Emilio Riva, suo figlio Nicola, ex presidente del siderurgico, e l’ex direttore dello stabilimento tarantino Luigi Capogrosso. I tre sono agli arresti domiciliari dal 26 luglio scorso, nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici dell’azienda: ieri dinanzi al tribunale del Riesame si è discusso il ricorso della difesa contro il secondo ‘no’ del giudice delle indagini preliminari alla remissione in libertà degli indagati.

C’è attesa, come è ovvio, per le decisioni dei giudici in merito a un punto cruciale della complessa inchiesta Ilva: il ‘verdetto’ potrebbe arrivare domani o, probabilmente, venerdì. Ma c’è un’altra decisione che si attende a stretto giro, e che pure ha molta importanza nell’economia del caso economico-giudiziario che ruota attorno allo stabilimento siderurgico più grande d’Europa. Lunedì infatti si è tenuta l’udienza sull’appello presentato dai pubblici ministeri che invocano la sospensione dell’immediata esecutività dell’ordinanza del Tribunale del 28 agosto con la quale venne disposto il reintegro dell’attuale presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, nella funzione di custode giudiziario degli impianti sequestrati. Nei fatti, la Procura sostiene che l’ex prefetto oggi al timone del siderurgico è incompatibile con la carica di custode giudiziario, e deve essere quindi estromesso dal pool composto anche dai tre ingegneri nominati dal gip Patrizia Todisco. Un tema, quello della presenza di Ferrante tra i quattro custodi, già al centro di una battaglia legale visto che il gip aveva indicato originariamente il dottor Tagarelli, presidente dell’Ordine dei Commercialisti, come responsabile della ‘parte amministrativa’ del pool. Il Riesame aveva reintegrato Ferrante, rimosso successivamente dalla Todisco ma nuovamente ‘reinserito’ dal tribunale. L’appello è stato proposto in attesa della decisione sul ricorso presentato in Cassazione dalla Procura contro la stessa ordinanza. Da questo doppio verdetto (libertà o meno per i Riva, presenza di Ferrante nel pool di custodi) arriverà in un senso o nell’altro nuova linfa al ‘fronte del tribunale’ per la vicenda che tiene Taranto con il fiato sospeso.

G.D.M.

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