28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 18:20:00

Cronaca

La Piastra Logistica non decolla e Rotterdam va via


Sergio Prete

TARANTO – Ammesso e non concesso che l’accordo con il porto di Rotterdam prevedesse qualcosa in più della semplice consulenza – che comunque gli olandesi ribadiscono – la notizia che non fossero più interessati ad investire sul porto di Taranto era nota da tempo. Perché, al di là delle cerimonie patinate e delle dichiarazioni di intenti, ad oggi nè la piastra logistica nè le altre opere portuali già finanziate e largamente pubblicizzate hanno ancora visto la luce. E se tanto mi da tanto, devono aver pensato giustamente gli olandesi, meglio puntare altrove. Inutile quindi recriminare o, peggio, piangersi addosso, prendendocela con altri quando le responsabilità per l’ennesima occasione sfumata sono tutte in casa.

Era il 27 marzo quando, alla presenza del vice ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Ciaccia, le autorità locali presentavano il progetto da 219 milioni di euro che prevede, oltre alla Piastra Logistica, la realizzazione della strada dei moli, l’ampliamento del quarto sporgente, la darsena ovest del quarto sporgente e la vasca di colmata per i fanghi dei dragaggi. Addirittura, in quella occasione, si era parlato che da lì a pochi giorni ci sarebbe stata la posa della prima pietra. Ma sono passati ben sette mesi e i risultati di quelle promesse, le ennesime, sono sotto gli occhi di tutti. A questo punto ci auguriamo che al di là delle ormai celebri lentezze della pubblica amministrazione (il progetto della piastra logistica è nato nel 2000 e cioè 12 anni fa) non ci sia anche una volontà politica che ne impedisca la reale realizzazione. In realtà i fatti fanno protendere più per una questione di ordine burocratico, visto che oltre ai problemi tecnici della stessa Autorità Portuale pare che sia spuntata una condotta dell’Eni realizzata in maniera inopportuna sui suoli della strada dei moli. Eccezion fatta per la Provincia di Taranto che, non si capisce per quale motivo, tarda da quasi un anno a concedere le autorizzazioni per la propria competenza. E tuttavia uno strumento per superare tutte queste problematiche ci sarebbe, anzi c’è, visto che lo stesso presidente dell’Autorità Portuale, Sergio Prete, è stato da tempo investito dei poteri di Commissario Straordinario, ma che finora non ha mai esercitato. Oggi, la vicenda del porto di Rotterdam suggerisce che forse è arrivato il momento, per Prete, di ricorrere ai suoi poteri.

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