Cronaca

​“Guerra” nel Canale Città spezzata​

P​onte girevole aperto dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19 per le riprese del film Netflix di Michael Bay “6 Underground”​


Si prospetta una
giornata campale per la mobilità,
oggi, a Taranto.
Proprio oggi, martedì 2 ottobre, infatti “il ponte girevole di Taranto
aprirà – si legge in una nota della
Marina Militare – in via straordinaria,
dalle ore 09.00 alle ore 12.00 e
dalle 14.00 alle 19.00 per esigenze
relative a riprese cinematografiche.
Per le eventuali emergenze, di ambulanze,
mezzi dei Vigili del Fuoco
o autopattuglie, si dovrà utilizzare
il percorso alternativo dal Ponte di
Punta Penna”.

Le “esigenze relative a riprese
cinematografiche” sono quelle
della produzione Netflix 6 Underground,
da diversi giorni in città.
Il kolossal con Ryan Reynolds,
diretto dal re degli action movie
americani, Michael Bay, vivrà una
delle scene più spettacolari proprio
nel Canale Navigabile. Ad andare
in scena una battaglia (anch’essa
campale…) in puro Bay-style, come
nella tradizione del regista di, tra
gli altri, Armageddon, Pearl Harbour
e Transformers. Per questo è
approdato a Taranto il megayacht
Kismet, una sorta di astronave
galleggiante lunga 95 metri e
dal valore stimato in 65 milioni
di dollari, ormeggiata dinanzi al
Castello Aragonese e meta di una
sorta di “pellegrinaggio” da parte
di tarantini desiderosi di scattare
foto e selfie.
Ma, parlando di 6 Underground,
tengono ancora banco le proteste,
con tanto di cassonetti rovesciati, di
venerdì mattina.

«Fatti che impongono
una ferma condanna ma anche
una profonda riflessione. Negare le
riprese a una grande produzione
hollywoodiana è da stupidi e ignoranti,
ma questi accadimenti per noi
hanno lo stesso sapore dell’innegabile
sconfitta che da anni il nostro
territorio è costretta a subire di
fronte all’amoralità, al disimpegno,
e all’illegalità che ci impedisce
di essere vera comunità». Così i
referenti di Unsic, Cna, Confartigianato
ed Upalap. «Siamo ancora
la terra di quel familismo amorale
che ci impedisce di ragionare su
strategie collettive – spiegano i
referenti delle quattro associazioni
che si occupano di commercio e
artigianato – e fa scalpore la notizia
di un set cinematografico internazionale
bloccato da quattro balordi,
ma resta muta la protesta contro
chi clandestinamente ogni giorno
realizza di fronte ai commercianti
regolari la professione abusiva
del commercio eludendo leggi e
regolamenti nazionali e locali.

Abbiamo bisogno di profondere
con il massimo dell’impegno ogni
azione affinché i membri di ogni
famiglia tarantina possano ottenere
prosperità o benessere, ma non
a scapito del “resto del mondo”o
meglio ancora di quel senso di
collettività che purtroppo stenta ad
essere riconosciuto, in una realtà
dove diventa lecita ogni infrazione
giustificata dal “tengo famiglia” –
commentano ancora – Serve una
guida, un’etica dell’impegno e della
legalità realmente interiorizzata,
servono scuole più forti, comunità
più inclusive e lezioni di morale
pubblica, che trovino forma e
sostanza in ogni ambito della vita
della città: dalle sedi istituzionali
a la strada. Serve inoltre una città
che smetta di pensare come un arcipelago
di isole, dove il dissenso o
la responsabilità diluiscono – concludono
– A partire da ciò su cui
siamo d’accordo, come la condanna
sui fatti di venerdì. Su questi episodi
la città risorga e sia unita una
volta per tutte».

Ad intervenire è
anche Casartigiani che esprime
«condanna per il gesto perpetuato
ai danni di tutta la città. Bisogna
lavorare sul concetto di legalità
per troppi anni dimenticato. Un
borgo antico vivo, un borgo antico
che cerca di vivere, abbiamo visto
in questi giorni in città vecchia,
pedonabile, piena di turisti, studenti
e con la troupe di Netflix che
ha portato lustro, facendo sperare
in futuro migliore. Tutto questo
rovinato da un gesto ignobile che
come rappresentanza delle imprese
Artigiane condanniamo. Sono anni
che ci battiamo contro ogni sacca
di illegalità e abusivismo perché
crediamo in principi di libertà e
concorrenza sana tra imprese. Se
vogliamo far cresce la nostra città e
le imprese del territorio è necessario
immediatamente lottare contro
ogni forma di illegalità. Illegalità
radicata nella cultura di una pluralità
di soggetti che bloccano la crescita
culturale e sociale. Il compito,
di certo di avviare questo processo
di cambiamento socio culturale è
affidato alle istituzioni annullando
ogni forma di permissione di reato,
partendo proprio dall’ordine e la
sicurezza e alla repressione senza
sconti».

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