17 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Settembre 2021 alle 19:50:29

Cronaca

MarTa, la battaglia dei quadri

Il caso della collezione Ricciardi: la diocesi di Nardò la rivuole


Una storia di quadri
contesi, di vescovi ed archeologi,
di opere di enorme valore. Di liti
e di battaglie, e di cavilli giuridici.
Un po’ legal thriller un po’ Indiana
Jones. Vai a dire che è noiosa,
la cultura.

A fare da sfondo a questa storia è il
Museo Archeologico Nazionale di
Taranto.
È qui che, correva l’anno 2004,
viene allestita la mostra «Storia di
una collezione. I quadri donati dal
vescovo Ricciardi al Museo di Taranto».

Monsignor Ricciardi è stato vescovo
di Nardò ai primi del Novecento,
ed è lui che fa spostare i quadri
presenti nella Basilica neretina a
Taranto, in occasione del restauro
della cattedrale.
Quadri preziosi, di scuola napoletana,
come napoletano di nascita era
Antonio Sanfelice, anche lui vescovo
di Nardò – ma nel Settecento
– che aveva voluto omaggiare la
“sua” diocesi di quelle opere. Che, è
chiaro, di questa storia sono le vere
protagoniste, oltre ad essere mute
testimoni della Storia con la S maiuscola,
che le condurrà, dicono, anche
a Palazzo del Governo durante
l’epoca fascista. L’oblio a cui paiono
destinate terminerà come detto nel
2004.

Ma, proprio a seguito di quelle
esposizione, la Diocesi di Nardò
ha chiesto che i quadri di Sanfelice,
portati a Taranto da Ricciardi, tornino in Salento. Spuntano i testamenti
dei due vescovi.
Si arriva addirittura davanti al Tar,
dove i neretini sono assistiti dall’avvocato
Piero Quinto. I giudici del
Tribunale amministrativo regionale
impongono al Mibact, il Ministero
dei Beni Culturali, di decidere: Taranto
o Nardò? A chi appartengono,
dove devono stare quei quadri? «Il
Ministero ha demandato la risposta
al MArTa, che rivendica la legittimità
del possesso delle opere»
dichiara l’avvocato Quinto. Ma la
Diocesi neretina non pare destinata
a mollare.
La storia potrebbe non essere finita.

Anche se sul sito del Ministero,
dove si parla del MArTa, si può leggere:
“Il Museo Archeologico Nazionale
di Taranto, al piano mezzanino,
possiede anche una collezione
di quadri che nel 1909 confluirono
nelle collezioni del Regio Museo di
Taranto per disposizioni testamentarie
del Monsignor Giuseppe Ricciardi,
vescovo di Nardò, che volle
donarli alla sua città natale. Oltre ad
una bellissima icona bizantina ed
una Addolorata piangente su lastra
di zinco, gli altri diciotto quadri,
tutti con soggetti di ispirazione religiosa,
sono dipinti ad olio su tela
e si inquadrano fra XVII e XVIII
secolo”.
“La maggior parte degli altri quadri
rientra nella produzione napoletana,
con attribuzioni alla scuola di Luca
Giordano, Andrea Vaccaro e Francesco
De Mura. I quadri più recenti,
l’Addolorata fra i Santi Nicola e
Barbara e la Deposizione, sono stati
riferiti invece ad un artista pugliese,
Leonardo Antonio Olivieri di Martina
Franca”.

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