25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 07:30:39

Cronaca

​La Circummarpiccolo rischia di perdere il treno​

Il bando delle Ferrovie Sud Est per demolire carrozze storiche


«In Puglia ci sono almeno
4 tratte dismesse che potrebbero essere
recuperate da subito. Sono la Ferrovia
Garganica, la tratta Gioia del Colle –
Rocchetta Sant’Antonio (la tratta ferroviaria
più vicina a Matera, che la sfiora
a soli 15 km), il Circummarpiccolo di
Taranto e il tronco ferroviario Gallipoli
Porto.

Senza contare il fatto che a Lecce
esiste un museo ferroviario in cui sono
ferme locomotive e littorine d’epoca
che potrebbero essere messe in moto se
solo qualcuno curasse la manutenzione.
I mezzi ci sono, le risorse pure. Rimettiamoci
sul binario giusto».
Lo afferma Sergio Blasi, consigliere
regionale del Pd in riferimento al bando
indetto dalle Ferrovie Sud Est per la demolizione
di 60 rotabili ferroviari fuori
uso.

«Si tratta in molti casi di carrozze
risalenti agli anni ’50 e ’60, con le più
antiche datate 1947, abbandonate da anni
sui binari morti delle stazioni pugliesi.
Eppure quelle carrozze, oggi lasciate
in balia delle intemperie e di writers di
dubbio talento, potrebbero rappresentare
una ricchezza se solo avessimo la
lungimiranza di puntare con decisione
su un loro riutilizzo in chiave turistica.
Da anni Trenitalia, attraverso un’apposita
fondazione, investe moltissimo nel
turismo ferroviario, un asset di qualità
in fortissima espansione.

Nella sostanza,
si tratta di viaggi in treno su littorine
d’epoca lungo linee ferroviarie che attraversano
paesaggi e itinerari inconsueti.
Con a bordo enogastronomia, musica,
servizi – evidenzia Blasi. I numeri del
turismo ferroviario italiano parlano
chiaro: nel 2017 i treni storici di Fondazione
FS hanno effettuato circa 770
viaggi (+47% rispetto al 2016, +269%
rispetto al 2014) trasportando circa
68mila 500 viaggiatori (+14% rispetto
al 2016, +185% rispetto al 2014). Incassi
complessivi per oltre 2 milioni di euro
(+51% rispetto al 2016, +230% rispetto
al 2014). Tutto questo soprattutto grazie
a un’apposita legge, la n.128 del 2017,
attraverso cui sono state riconosciute
18 tratte italiane di interesse storico,
da Nord a Sud. Tra queste, la Avellino
– Rocchetta in Campania, Sulmona –
Roccaraso – Carpinone in Abruzzo e
Molise, e la Agrigento-Valle dei Templi.
E la Puglia? Ha perso il treno.

Per disinteresse
o disattenzione o forse perché
troppo impegnata a celebrare se stessa
e i numeri di una crescita quantitativa
basata su un turismo da discount, salvo
poi scoprire – come è accaduto quest’anno
soprattutto nel Salento – che non è
proprio tutto oro quel che luccica.
Ebbene, quello del turismo ferroviario
potrebbe essere un piccolo ma significativo
tassello di un’offerta complessiva di
qualità che abbiamo il dovere di strutturare
per attrarre un turismo sempre
più consapevole e rispettoso dei luoghi
e delle comunità. Un turismo non predatorio
e che sia vera fonte di ricchezza
per il territorio e non solo per il conto in
banca di qualche società. D’altra parte,
per quanto riguarda il turismo ferroviario
non ci mancherebbe niente o quasi:
abbiamo le tratte dismesse e i treni che
marciscono. Quel che proprio non abbiamo
è la capacità di immaginare come
tutto questo possa tradursi in possibilità
di sviluppo.

Per questo invito il governo
regionale a prendere in considerazione
le enormi possibilità che oggi offre il
turismo su rotaia, a cominciare proprio
dal bando di demolizione delle carrozze
indetto da Fse. Per capire se di quelle 60
vetture che si vorrebbe dare al macero
ve ne sia qualcuna di un qualche valore
storico o potenzialmente utile a un
progetto di rilancio in chiave turistica
di servizi e infrastrutture ferroviarie».

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