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23 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Maggio 2022 alle 22:57:00

Cronaca

​Ilva, quei 2.600 esuberi sulla strada dell’accordo​

Resteranno nell’amministrazione straordinaria. Il caso indotto


Duemilaseicento. È il numero
fatto ieri mattina dai sindacati metalmeccanici
riferito ai dipendenti Ilva
che non saranno assorbiti da Am InvestCo
(leggi: ArcelorMittal) e resteranno in carico
all’Amministrazione Straordinaria.

«Entro il 31 gennaio avremo l’obbligo di
dare certezza dei ritorno al lavoro a queste
persone» hanno detto i segretari territoriali
di Fim, Fiom, Uilm e Usb, rispettivamente
Valerio D’Alò, Giuseppe Romano, Antonio
Talò e Francesco Rizzo, alla presenza del
Consiglio di Fabbrica Ilva presso la Sala
Resta della Cittadella delle Imprese. «Non
spingeremo per gli esodi» hanno dichiarato
anche se proprio dagli “esodi volontari” ci
si attende una scrematura del numero. Nel
contempo D’Alò, Romano, Talò e Rizzo
hanno garantino la «massima attenzione»
dei sindacati nelle procedure che da qui
a tre mesi caratterizzeranno il passaggio
dell’Ilva nelle mani di Am InvestCo, con
riferimento alle riassunzioni dei lavoratori.
Altro capitolo aperto, come è emerso nel
corso della conferenza nella quale è stato
commentato anche il 94% di “sì” nel referendum
interno all’Ilva sull’accordo con Mittal,
è quello dell’indotto.

Operai – e relative
famiglie – che hanno sofferto quanto e più
dei dipendenti diretti Ilva e che adesso non
possono e non devono essere abbandonati, è
stato ribadito dai sindacalisti. Nel contempo,
si è tenuto un incontro tra le rappresentanze
dei sindacati elettrici e la ArcelorMittal per
l’applicazione dell’accordo sull’Ilva raggiunto
al Mise la scorsa settimana. Nel corso
dell’incontro, al quale per la Filctem Cgil
hanno partecipato Lillo Oceano, Luigi D’Isabella
e Giordano Fumarola, e per le aziende,
Annalisa Pasquini, responsabile delle
relazioni industriali del gruppo Am Italia,
Cosimo Liurgo, responsabile delle relazioni
industriali di Ilva e Donatello Rossi, capo
del personale di Taranto Energia, sono stati
definiti la struttura retributiva e concordato
un tavolo specifico per la contrattazione di
secondo livello e per il premio di risultato. È
stato altresì previsto un tavolo di confronto
sul piano industriale e sull’organizzazione
del lavoro da avviare parallelamente all’effettivo
passaggio dell’attività in capo ad
ArcelorMittal. Al referendum sull’accordo
i “sì” sono arrivati al 76%.

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