Cronaca

​Oggi l’Ilva passa a Mittal​

Di Maio firmerà l’aggiudicazione


I risultati del referendum tra i lavoratori Ilva saranno comunicati al ministro
per lo sviluppo, Luigi Di Maio, e
alla stessa azienda.

Di Maio dovrebbe
firmare già oggi, venerdì 14 settembre, il
decreto di aggiudicazione dell’Ilva
ad Arcelor Mittal. Da lunedì, quindi,
i nuovi proprietari dovrebbero entrare
ufficialmente in possesso degli stabilimenti.
Siamo dunque alle ultime battute
della estenuante vertenza che chiude
sei anni di sofferenze e incertezze,
dopo il sequestro degli impianti del
26 luglio 2012 e l’esplosione del caso
ambientale-occupazionale-industriale
più grave e complicato della storia
italiana. Anni di trattative e battaglie
aspre che hanno lacerato l’opinione pubblica nell’assurda contrapposizione
tra salute e lavoro. Una vicenda che
ha prodotto scontri politici piuttosto
violenti che sono culminati in questi
giorni nelal feroce contestazione al
Movimento Cinquestelle, accusato di
aver tradito il mandato elettorale sulla
chiusura dell’Ilva.

Ma se l’aspetto sindacale è risolto,
c’è chi promette di continuare a dare
battaglia. Il Codacons, ad esempio:
«Se da un lato i lavoratori dell’Ilva
hanno approvato l’accordo con ArcelorMittal,
con lo stabilimento di
Cornigliano che ha raggiunto il 90%
dei voti favorevoli, dall’altro rimane
aperta la questione dei cittadini di Taranto
danneggiati dall’inquinamento
ambientale, in favore dei quali nessun
provvedimento è stato adottato né
dallo Stato, né dalla società indiana».

«Nessun accordo su Ilva – scrive il
presidente Carlo Rienzi – può essere
accettato se non prevede espressamente
indennizzi in favore degli abitanti di
Taranto che, a causa dell’inquinamento,
hanno subito danni morali e materiali
immensi. Anche nel caso in cui
il referendum odierno dei lavoratori di
Taranto dovesse approvare l’intesa con
ArcelorMittal, il Codacons si vedrebbe
costretto ad impugnare dinanzi al
Tar gli atti relativi all’accordo, perché
non prevedono le dovute misure risarcitorie
a favore della popolazione.
Proprio per evitare nuovi contenziosi
legali abbiamo scritto a Luigi Di Maio
chiedendo un incontro urgente con il
Ministro, allo scopo di affrontare il
nodo indennizzi e studiare soluzioni
che possa risarcire la popolazione dei
gravi danni subiti».

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