28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 18:20:00

Cronaca

Truffa alla Provincia. Sotto sequestro altri beni di ex funzionario


TARANTO – Maxi sequestro di beni all’ex funzionario della Provincia, il 56enne Giuseppe Capuzzimati, finito nei guai per una presunta truffa suoi fondi destinati alle imprese danneggiate da alluvioni e calamità naturali. I militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale hanno messo sotto chiave le “Cantine Capuzzimati” di San Marzano e conti correnti bancari intestati a cinque imprenditori indagati. Il sequestro è stato disposto dal gip Martino Rosati su richiesta del sostituto procuratore Maurizio Carbone. Dopo l’arresto di Giuseppe Capuzzimati, eseguito nella scorsa primavera, le Fiamme Gialle avevano continuato ad indagare.

Il funzionario licenziato dalla Provincia era finito nei guai con l’accusa di aver inserito anche la moglie nell’elenco delle persone indennizzate per i danni subiti in alluvioni negli anni 2002-03, consentendole di ottenere 672mila euro. L’ex funzionario del settore Agricoltura e Attività produttive della Provincia deve rispondere di truffa aggravata e falso. Già allora i primi sequestri per equivalente nei confronti dell’ex funzionario con riguardo alla sua disponibilità bancaria e ai beni mobili e immobili di cui risulta intestatario. Nella contestazione che gli viene rivolta si fa riferimento ad altre persone che potrebbero aver fatto da sponda al presunto raggiro. E sotto sequestro, come detto, sono finiti anche i conti correnti bancari intestati a cinque imprenditori che avrebbero beneficiato dei fondi per le alluvioni senza averne diritto. Durante la perquisizione domiciliare effettuata il giorno dell’arresto, i militari rinvennero alcune delibere originali. Il magistrato inquirente successivamente dispose tutta una serie di accertamenti sui fondi regionali gestiti dalla Provincia. Ieri gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno messo sotto chiave i beni dell’ex funzionario del settore Agricoltura e Attività produttive e i conti correnti bancari degli altri cinque indagati, imprenditori che avrebbero beneficiato dei fondi per le alluvioni senza averli mai richiesti.

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