Cronaca

​La rete non perdona: psicodramma Cinquestelle​

Critiche feroci ai parlamentari tarantini


La rete è furibonda e non
perdona. Tanti, tantissimi elettori del
M5S non rinunciano a manifestare la propria
indignazione. Molti di loro avevano
votato Cinquestelle nella convinzione che
il “Movimento” – come amano chiamarlo
– avrebbe chiuso l’Ilva senza mezzi
termini. Invece è accaduto esattamente
il contrario: il cosiddetto governo del
cambiamento ha consegnato l’Ilva nelle
mani di Arcelor Mittal. E ora gli strali si
abbattono soprattutto contro i parlamentari
tarantini che hanno fatto incetta di
voti nel mondo ambientalista.

Peraltro
non gli si perdona di non aver espresso
una posizione chiara in questi mesi di
studiata melina governativa e, ancora
oggi, sulla definizione della trattativa.
Prova a giustificarsi Rosalba De Giorgi
che con un post su facebook spiega di
aver presentato, in questo inizio di legislatura,
«non solo un intervento (tuttora
in stand-by) sulla questione della validità
della gara per l’aggiudicazione dell’Ilva,
ma ho consegnato al mio capogruppo
di Commissione un’interrogazione indirizzata
al premier Conte e al ministro
Di Maio con cui chiedo di sapere se e
quando hanno intenzione di procedere
all’abrogazione della norma che garantisce
l’immunità penale ed amministrativa
a chi ben sappiamo. Il tutto in attesa di
capire quali saranno le decisioni del
governo sul futuro dello stabilimento».
Chi invece si era già riposizionata da settimane
era stata Alessandra Ermellino,
che da giorni aveva invitato ad andare «al
di là della dicotomia chiusura o meno del
siderurgico».

Parole ben lontane dai toni
pseudorivoluzionari che il M5S aveva usato in campagna elettorale. Travolto
impietosamente dagli sberleffi è Giovanni
Vianello. Sulla rete si spreca l’ironia
per le sue ultime uscite: quella nella quale
bacchettava i suoi elettori utilizzatori di
auto a benzina e a gasolio e l’ultima sulla
segnalazione di uno schiuma-party sulla
litoranea salentina. Ormai un tormentone
social. Anche qui, lontanissimi i tempi in
cui urlava che «il mostro deve chiudere».
Resta in silenzio l’europarlamentare
Rosa D’Amato, altra feroce paladina
della chiusura dell’Ilva. Gran parte degli
elettori delusi chiede ai parlamentari
pentastellati eletti a Taranto una netta
presa di distanza dal M5S. Saranno
ascoltate queste invocazioni o prevarranno
le logiche di postazione, visto che
sono in ballo le candidature alle europee
e, probabilmente, alle stesse politiche se
si dovesse andare ad elezioni anticipate?
Prevarrà la coerenza dell’onestà intellettuale
o saranno rottamate le promesse
urlate in questi anni pur di conservare
un posto al sole?
Sulla rete, intanto, i riflettori vengono
puntati anche sui due consiglieri comunali
Francesco Nevoli e Massimo Battista.
Anche a loro si chiede di prendere
posizione. Vedremo cosa accadrà.

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