Cronaca

Hotspot, polemica col Comune

L’associazione Pannella: «Va chiuso ma l’assessore non sapeva che è aperto»


«Con la visita ispettiva abbiamo verificato che
l’hotspot gestito dal Comune di Taranto è aperto e senza emergenza
sbarchi, raccoglie profughi rastrellati e deportati su e giù
da Ventimiglia. Ma l’assessore ai servizi sociali Scarpati, non lo
sa, nonostante il ministro dell’interno abbia chiesto al Comune, in
seguito a segnalazione anac, di cambiare procedura assegnazione
servizi e procedere a gara».

Stilettata polemica dell’associazione
Marco Pannella, che venerdì scorspo ha compiuto un sopralluogo
all’hotspot isnieme all’onorevole Ubaldo Pagano (Pd). Al
termine del sopralluogo l’associazioine ha chgiesto la chiusura
dell’hotspot. «Proprio mentre effettuavamo con l’on. Pagano la
visita ispettiva presso l’hotspot, riaperto dopo i lavori e in servizio
da metà luglio – scrive l’associazione – nello stesso giorno
l’assessore del Comune di Taranto Simona Scarpati, con delega ai
servizi sociali, attraverso un’intervista audio e quindi inequivocabile,
dichiarava testualmente a un emittente locale: “L’hotspot
ll momento non riceve ospiti perché chiuso per lavori di manutenzione,
attendiamo riapertura dalla prefettura e con essa decideremo
la natura da destinare all’hotspot”. Eppure, come già
relazionato dettagliatamente nel report post ispezione, proprio in
quelle ore noi stavamo visitando l’hotspot, apertissimo e funzionante,
accompagnati nella visita proprio da funzionari di prefettura,
questura e del Comando di polizia municipale di Taranto,
attraverso cui il Comune gestisce il Centro e il cui comandante
Matichecchia ne è il Direttore».

«Abbiamo effettuato questa visita – spiega ancora l’associazione
Pannella – proprio per verificarne le condizioni dopo i lavori di ristrutturazione,
che lo hanno tenuto chiuso da metà marzo a metà
luglio e per verificare se fossero cambiate le procedure di assegnazione
dei servizi in seguito alla segnalazione delle criticità
da parte dell’autorità anticorruzione. Invece, nonostante il Comune
sia l’ente scelto per gestire l’hotspot, l’assessore Scarpati, che
ha pure la delega ai servizi sociali, non sapeva che è aperto e in
funzione da mesi. E che è tornato ad ospitare profughi. Proprio
tre giorni fa ne sono arrivati trenta e la prossima settimana ne arriveranno altri quaranta. In seguito alla segnalazione
dell’anticorruzione che aveva rilevato criticità nell’assegnazione
diretta dei servizi, il ministro dell’interno ha
comunicato il 21/5/2018 che l’hotspot poteva riaprire
ma, come stabilito con lettera della Prefettura indirizzata
a Comune di Taranto, sindaco, segretario generale
e comandante polizia municipale, veniva loro chiesto
di modificare i criteri delle precedenti assegnazioni che
andavano avanti per affidamenti diretti e proroghe. E
stabilito di procedere con la massima celerità alle gare
ad evidenza pubblica assicurando il criterio di rotazione
per la scelta dei contraenti per la fornitura di beni e
servizi secondo prescrizioni Anac.

Eppure, nonostante
la celerità indicata dalla lettera della Prefettura, nulla
di tutto questo è stato fatto visto che si procede ancora
senza gara. Sarà per questo che l’assessore ai servizi
sociali, che evidentemente non si consulta con i destinatari
della missiva (il signor sindaco e il Direttore del
Centro), non sapeva della riapertura dell’hotspot». L’associazione
ribadisce la richiesta di chiusura dell’hotspot
che viene «usato esclusivamente per ospitare i profughi
che vengono rastrellati con i pullman da Ventimiglia».
«Sarebbe molto più economico, razionale ed umano,
identificarli in loco vicino la frontiera, anziché sprecare
denaro per portarli in giro per l’Italia, spesso senza
indumenti e con malattie facilmente trasmissibili. E soprattutto,
ricordiamo, liberi di andare dove vogliono».

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