25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 10:38:00

Cronaca

​«Verità sulla morte di Zokan» ​

​Il caso del 19enne ghanese trovato senza vita nella piscina del villaggio abusivo di Pino di Lenne lo scorso 1° agosto​


Il corpo di Alhassan Zokan, il 19enne ghanese
trovato senza vita nella piscina del villaggio abusivo di
Pino di Lenne lo scorso 1° agosto, è stato sepolto nel cimitero
islamico di Puglia, a Bari. Non è stato semplice per lo
Svegliarci Palagiano, che gestisce il Cas, il Centro di Accoglienza
Straordinaria, da cui Alhassan Zokan era uscito solo
il 12 luglio scorso, riuscire a gestire l’intera situazione.

Una
delle difficoltà maggiori era stata proprio quella di trovare
un luogo da destinare alla sepoltura e le risorse economiche
necessarie a procedere.
Ci avrebbe dovuto pensare la famiglia di Alhassan, ma quei
soldi non li aveva. Così, lo Svegliarci Palagiano, presieduto da
Angela Surico, aveva contatto la “Corporate Affairs Division
– Halal International Authority, per valutare se ci fossero le
condizioni per seppellire il corpo di Alhassan nel cimitero
islamico di Puglia Reperiti 2.200 euro, in parte messi a disposizione
dallo stesso Svegliarci, in parte racimolati grazie
al contributo di molti.
Il corpo di Alhassan Zokan è stato accolto nella moschea
attigua al cimitero islamico di Bari dall’Imam Mohammed
Alì Alessandro Pagliara, dopo essere stato preparato secondo
quello che è il rito musulmano: lavato dai parenti, cosparso
di oli e avvolto in un sudario, messo a disposizione dall’associazione
“Salam” di cui è presidente Simona Fernandez.

“Una vicenda che, almeno nell’aspetto umano, sembra essersi
conclusa grazie anche – ricorda Angela Surico – al supporto,
ognuno per il proprio ruolo, delle associazioni della Rete della
Pace di Taranto, della comunità islamica pugliese di Bari,
dei singoli cittadini che hanno partecipato a raccogliere le
risorse economiche necessarie a far compiere, ad Alhassan
Zokan, il suo ultimo viaggio. Un grazie anche alla stazione
dei Carabinieri di Palagiano, guidati dal comandante Sergio
De Bellis, per la massima collaborazione dataci nel rintracciare
i parenti del giovane: il fratello Baba Idriss giunto da
Malta e lo zio materno Hasimin da Vicenza”. Quest’ultimo
ha rotto il silenzio: “Grazie a tutti. Grazie ad Angela e al suo
staff; sono stati la nostra famiglia, in questo periodo ci sono
stati sempre vicini, ci hanno garantito accoglienza umana e
materiale, un tetto, cibo e, soprattutto, tanto affetto. Ma ora
vogliamo la verità sulla morte di Zokan: perché si trovava lì,
in una piscina che doveva essere vuota? Chi è responsabile
della sua tragica fine?”

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