30 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Luglio 2021 alle 06:24:42

Cronaca

Ilva, Di Maio chiama. Ma i sindacati hanno deciso lo sciopero​

​Il ministro convoca i rappresentanti dei lavoratori per il 5 settembre. L’11 braccia incrociate in tutti gli stabilimenti del Gruppo​


Le risorse finanziarie
sono quasi esaurite e il 15 scade l’amministrazione
straordinaria. Davanti
all’assenza di una risposta alla richiesta
al Governo di convocazione delle parti,
i sindacati hanno dichiarato una “mobilitazione
generale di tutto il gruppo
Ilva” per l’11 settembre con scioperi in
tutti gli stabilimenti e presidio al Mise.

Lo comunicano i segretari generali di
Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil e Usb in
una lettera inviata al premier Conte e al
ministro dello Sviluppo Economico Di
Maio. Dal 6 agosto si sottolinea i lavoratori
attendono “notizie per la ripresa
del negoziato e la valutazione di legittimità
da parte del Ministero della gara
per l’aggiudicazione del gruppo Ilva”.
Lunedì scorso – ricordano i segretari
– è stata inviata una sollecitazione al
Governo mentre “le risorse finanziarie
sono ormai quasi esaurite e il 15 scade
l’amministrazione straordinaria”.
Sciopero, quindi. Per provare a cambiare
l’inerzia di una vicenda che resta terribilmente
complicata.
Già poco dopo la proclamazione dello
sciopero i sindacati – comprese le segreterie
generali di Cgil, Cisl, Uil, Ugl
e Usb- hanno ricevuto dal ministro dello
Sviluppo Economico, Luigi Di Maio
la lettera di convocazione del tavolo
sull’Ilva per il 5 settembre nel primo
pomeriggio al ministero.

Al tavolo
parteciperanno la società AmInvestco, i
commissari straordinari dell’Ilva e, oltre
a tutti ai segretari generali e ai sindacati
metalmeccanici, anche i rappresentati
dei lavoratori chimici e del trasporto
interessati alla vicenda per l’indotto.
Convocata anche Federmanager. E dopo
l’incontro di mercoledì 5 si capirà forse
qualcosa di più sul futuro dell’Ilva e si
farà il punto anche sullo sciopero (o
meno, a questo punto) dell’11.
“Non possiamo andare avanti con
questa situazione. Guai a noi se smettessimo
di essere tra i primi soggetti
competitori su un mercato di qualità
come quello dell’acciaio”. Lo ha detto
oggi a Genova il segretario della Cisl,
Annamaria Furlan, parlando con i
giornalisti della situazione del Gruppo
Ilva prima di incontrare il governatore
della Liguria, Giovanni Toti, per fare il
punto sull’emergenza dopo il crollo di
Ponte Morandi. “Ilva -ha sottolineato
Furlan- è un’importantissima impresa
del nostro Paese. Noi siamo competitori
internazionali nella produzione di acciaio
di qualità. Preservando l’ambiente e
la salute dei lavoratori e dei cittadini,
dobbiamo immaginare un futuro per
l’IIva. L’azienda c’è, deve andare avanti
e -ha concluso il segretario della Cislbisogna
dare risposte positive non solo
all’occupazione ma anche all’economia
del Paese”.

“La data è ieri, nel senso che ogni giorno
perso è un giorno che ci porta sempre
più vicini al 15 settembre e alle incertezze,
da questo punto di vista anche
creando un danno all’azienda, alla sua
prospettiva, alla situazione occupazionale.
Non è che siamo noi che diamo
un aut aut, è già scritto qual è la data”.
Lo ha detto la segretaria della Cgil, Susanna
Camusso, a Genova, rispondendo
a un giornalista che gli chiedeva se dal
sindacato arriverà un ultimatum al governo
sul futuro di Ilva. “Ovviamente
ogni ora è utile per decidere al meglio
il futuro dell’Ilva” ha aggiunto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche