Cronaca

​Libertà di stampa giornalisti in piazza: «No all’odio»​

Emiliano e De Caro contro gli attacchi del M5S


“Profondo rispetto”: il presidente della
giunta regionale pugliese, Michele Emiliano, raggiunge
a Bari il presidio dei giornalisti che in corso Vittorio
Emanuele, di fronte alla Prefettura – un palazzo simbolo
di quel governo che dovrebbe tutelarci tutti, e che invece
minaccia la libertà di stampa e scaglia insulti generalizzati
contro tutti i giornalisti, come denuncia il presidente
dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia, Piero Ricci – manifestano,
come in altri 19 capoluoghi regionali, in difesa
del giornalismo aggredito.

“Profondo rispetto anche quando non la pensiamo allo
stesso modo, proprio perché voi siete compagni di lavoro
nel controllo democratico di ciò che avviene, e quando
questo controllo democratico non funziona si governa
peggio”, prosegue Emiliano, che pure ha ricevuto spesso
attenzioni non proprio benevole da parte della stampa:
“spesso ci litigo, mi arrabbio, ma seguo le regole: so che
devo accettare anche l’errore di un giornalista, perché è
molto più importante il lavoro che fa lui, anche rispetto al
mio; perché sta assicurando ai cittadini il controllo dello
svolgimento dell’attività e delle funzioni pubbliche. E’ più
importante il diritto all’informazione che la stessa attività
istituzionale: l’art. 21 sta nei principi fondamentali, ciò
che riguarda le Regioni, per esempio, sta molto dopo: e
quella è la gerarchia costituzionale. Spesso i giornalisti
sbagliano, ma non per questo sono meno importanti”.

“Questo è un presidio per il diritto-dovere di informare
da parte dei giornalisti e per il diritto all’informazione
da parte dei cittadini; ognuno di voi – ha detto il sindaco
di Bari, Antonio Decaro, intervenuto anche nella sua
veste di presidente dell’Anci, l’Associazione nazionale
dei Comuni italiani – porta una visione diversa, e ci sono
sui giornali posizioni diverse, interpretazioni diverse di
quello che accade, come è giusto che sia in democrazia;
ma questo è un valore per me come lo è per gli ottomila
sindaci italiani “.

“Non ci sono solo le regole del codice penale e di quello
civile: noi obbediamo anche ad altre norme, quelle deontologiche,
che sanzionano anche ciò che non è reato
ma non è corretto; noi siamo impegnati ogni giorno nel
rispetto regole, il problema è che quando le notizie arrivano
da ogni dove non se ne percepisce la fondatezza, non si
distingue fra notizie elaborate da chi deve rispettare regole
e fake news. Noi stessi però non dobbiamo cedere alle
provocazioni e non dobbiamo reagire generalizzando.
Ai membri del governo, ai politici, come a tutti gli altri
cittadini, vorrei ricordare che nella nostra democrazia ci
sono tutti gli strumenti per contrastare eventuali errori
commessi dai giornalisti”.

“Questo clima di odio che viene molto fomentato e
veicolato sui social – ha detto il presidente dell’Assostampa,
Bepi Martellotta – agevola il fatto che quasi
quotidianamente giornalisti vengano minacciati ed
aggrediti, verbalmente e fisicamente: ma sappiano, tutti,
che l’informazione non sarà fermata, perché è nostro
dovere informare i cittadini”.
Ha concluso il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno,
Giuseppe de Tomaso, ricordando che l’esistenza di una
stampa libera e pluralista è la è precondizione necessaria
perché esista la democrazia: “anche nelle dittature
ci sono governi, parlamenti ed ordine giudiziario (i tre
poteri di Montesquieu); ciò che distingue i Paesi liberi
da quelli totalitari è proprio l’esistenza di una stampa
libera. Come diceva uno dei padri della Costituzione
americana, Thomas Jefferson, poi presidente degli Usa,
se dovessi scegliere fra un governo senza giornali e giornali
senza un governo, non esisterei un istante a scegliere
la seconda opzione”.

Contemporaneamente al flash mob, il consiglio
regionale della Puglia – dopo le adesioni espresse
dal presidente e vicepresidente dell’assemblea
regionale e da diversi gruppi consiliari – ha approvato
all’unanimità (con la sola astensione del
gruppo Cinque Stelle, che non ha partecipato al
voto) una mozione nella quale si ricorda che la
libertà dei media nell’Unione europea è un diritto
fondamentale che si applica a tutti gli Stati membri
e ai suoi cittadini, come definito nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue e nella Convenzione
europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo
e delle libertà fondamentali, si condannano le
affermazioni ingiuriose e denigratorie fatte da
rappresentanti del governo e, tra l’altro, si impegna
il presidente della Regione ad accelerare le
procedure per l’attuazione della legge regionale
di sostegno al pluralismo dell’informazione, approvata
lo scorso febbraio dal consiglio.

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