Cronaca

Patto di stabilità. Un grande bluff


TARANTO – Una iniziativa utile a lanciare la campagna elettorale. Non si può spiegare diversamente l’annuncio fatto dal presidente della Regione Nichi Vendola, anticipato al Corriere del Mezzogiorno dall’assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo, teso a sforare il patto di stabilità per “liberare la spesa dai vincoli”. Dare ossigeno alle imprese? Rilanciare l’economia pugliese? Atto di ribellione nei confronti del Governo Monti? Nulla di tutto questo. A spiegare che, dietro l’iniziativa di Vendola e Pelillo, non c’è alcuna provocazione ci ha pensato il ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca che, in una intervista rilasciata di recente, ha spiegato anche gli effetti dannosi, per il futuro dell’Ente regionale, che potrebbe comportare una operazione di questo tipo.

“Il provvedimento in questione è stato introdotto dal precedente governo sotto la spinta delle Regioni che temevano di non riuscire ad utilizzare la parte del cofinanziamento nazionale – ha spiegato il ministro. Se sfondi per via dell’utilizzo del cofinanziamento dei fondi comunitari non incorri nelle sanzioni previste per lo sforamento del Patto di stabilità, ma per l’anno successivo ti devi autolimitare”. In pratica non ci sarebbe alcuna sanzione. Nessun problema? Macchè, i problemi inizierebbero a riscontrarsi l’anno prossimo quando, con tutta probabilità, sia Vendola che Pelillo, saranno lontani dalla Puglia. Il Governatore, sempre che per lui, nei prossimi giorni, non sopraggiunga una condanna e nel contempo tenga fede al proprio annuncio di dimettersi e di ritirarsi dalla vita politica, un posto in Parlamento è assicurato. Anzi, qualora il centrosinistra andasse al Governo, potrebbe ripetersi lo stesso schema che nel 2006 vide Prodi nominare ministri e presidente della Camera i suoi sfidanti alle primarie. Anche l’assessore Pelillo ha dichiarato, in più circostanze, di essere interessato ad occupare uno scranno a Palazzo Madama. A loro, dunque, nulla importerebbe se la Regione, amministrata da chissà chi, si ritrovasse a dover fronteggiare un blocco totale dei conti. L’Ente regionale, infatti, con lo sforamento del patto di stabilità, non potrebbe contrarre mutui, non potrebbe assumere personale e, soprattutto, dovrebbe limitarsi rigorosamente alla spesa corrente. Lapidario, in questo caso, è stato il commento del ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca: “Se una Regione pensa di poter fare a meno di queste tre cose, lo può fare. La norma c’è, quindi ogni Regione può utilizzarla. Certo dipende sempre dalla qualità degli investimenti”. Nessun problema per il Governo, sembra dire il ministro, perché i problemi saranno di altri, in questo caso della Regione Puglia, quindi dei pugliesi. “Da oggi – ha detto Vendola – farò un atto di ribellione al Governo Monti: ho deciso che violo il patto di stabilità perchè mi frena la spesa per investimenti”. Queste le parole con le quali Vendola ha lanciato la sua battaglia. Una battaglia che sembra studiata ad hoc per cercare di sbaragliare la concorrenza di Bersani e Renzi alle primarie del centrosinistra che si terranno il 25 novembre e il 2 dicembre. Una idea che non si sa quali effetti benevoli porterà al rilancio dell’economia pugliese ma che certamente, seguendo la linea di pensiero del ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca, potrebbe creare problemi molto seri alla gestione futura dell’Ente.

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