24 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Luglio 2021 alle 20:40:00

Cronaca

Disoccupati e insospettabili. Ecco i nuovi pusher


TARANTO – Disoccupati e incensurati: ecco i nuovi pusher. Nuove leve costrette a fare di necessità un crimine. Ed ecco spuntare insospettabili spacciatori di stupefacenti. Hanno in media 40 anni, ma non mancano le eccezioni come il 23enne Giuseppe Palumbo che in casa aveva 5 chili di hashish e che al gip ha riferito di averlo fatto per necessità, perchè non aveva più lavoro. Il ragazzo, difeso dall’avvocato Marino Galeandro, però è rimasto in carcere poichè era ingente la quantità di droga, rinvenuta in casa, dalla polizia. E’ la nuova frontiera della mala. Vengono “arruolate” in gran parte, persone che non lavorano più o che hanno una occupazione saltuaria, a causa della crisi. C’è l’artigiano, con tanto di diploma, che fa il “corriere”.

Padre di famiglia che spiega alle forze dell’ordine di esserci cascato per disperazione e che senza clienti, non riusciva più ad andare avanti. Non è, purtroppo, un caso isolato. Negli ultimi mesi sono molti gli insospettabili finiti nel vortice della crisi, diventati spacciatori per necessità. E’ spuntato l’operaio che custodiva droga per una banda criminale a insaputa di moglie e figli e la coppia o il manager, che, perso il lavoro, si sono messi a spacciare per vivere. C’è anche chi, pur di racimolare un po’ di denaro e tirare avanti, si mette a piazzare la droga sul mercato per conto di altri pusher, quelli più scafati, trattenendo per sè una piccola percentuale. E c’è anche il bagnino che, nella stagione invernale, per sbarcare il lunario ha scelto un’attività tanto remunerativa quanto rischiosa. Ma non mancano quelli che hanno scelto la via dello spaccio per mantenere la famiglia e che un volta in manette riferiscono a poliziotti e carabinieri di essersi dati al traffico di droga perchè stufi di una doppia vita, intrapresa per arrotondare uno stipendio da mille euro al mese. E ci sono anche quelli che smerciano le dosi perchè i soldi servono per pagare il mutuo. Nei loro appartamenti sovente le forze dell’ordine trovano il kit del perfetto pusher. E, per finire, storie più inquietanti di minorenni che “lavorano” come pusher poichè, a causa di tristi storie familiari, si son ritrovati praticamente da soli. Ragazzini costretti a fare le sentinelle dalle bande di spacciatori e pagati a giornata. Pusher e vedette, infatti, cambiano ogni giorno. Nelle grandi città, ad esempio, a disposizione 150 euro per una sentinella, o per uno spacciatore, che ha però la possibilità di incassare una piccola percentuale sulle dosi di stupefacente vendute. Un modo, escogitato anche per evitare di doversi sobbarcare le spese legali in caso di arresto. Fino a poco tempo fa chi lavorava sulle piazze di spaccio della mala era persona di fiducia dell’organizzazione a cui poteva essere affidato il compito di confezionare le dosi o venderle, tenere la contabilità del turno di spaccio e mantenere contatti con i capi. Di recente la situazione è cambiata. Ora i sodalizi criminali dediti al traffici di droga assoldano anche gli incensurati.

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