11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 15:46:20

Cronaca

​In calo il numero degli incidenti mortali sulle strade tarantine​

Nel capoluogo jonico si abbassa l’indice di mortalità


L’indice di mortalità cresce nei comuni di Foggia, Barletta e Lecce, mentre diminuisce nei comuni di Bari e Taranto e resta sostanzialmente stabile a Brindisi. È solo uno dei dati, diffusi recentemente dall’Istat, relativi agli incidenti stradali in Puglia nel 2017. A Taranto, rispetto all’anno precedente, gli incidenti stradali mortali sono diminuiti. Si è passati, infatti, da 41 a 33 (-19,5%).

Si registra un lieve aumento, invece, sia per gli incidenti complessivi, che passano da 1.157 a 1.178 (+1,8%), sia per il numero dei feriti: da 1.934 a 1969 (+1,8). Nel 2017 si sono verificati in Puglia 9.786 incidenti stradali che hanno causato la morte di 236 persone e il ferimento di altre 16.116. Rispetto al 2016, diminuiscono sia gli incidenti (-0,7%) che i feriti (-3,1%), in misura superiore ai dati nazionali (rispettivamente -0,5% e -1,0%); diminuisce anche il numero di vittime della strada (-7,1%) a fronte di un aumento del dato nazionale (+2,9%).

La Puglia rispetto agli obiettivi europei I Programmi d’azione europei per la sicurezza stradale, per i decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidente stradale con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili. Nella regione Puglia, nel periodo 2001- 2010 le vittime della strada si sono ridotte del 36,8%, meno della media nazionale (-42,0%); nel periodo 2010-2017 si registrano variazioni, rispettivamente di -19,2% e -17,9%. Sempre fra 2010 e 2017 l’indice di mortalità sul territorio regionale è lievemente aumentato da 2,3 a 2,4 deceduti ogni 100 incidenti mentre quello medio nazionale è rimasto invariato (1,9). In Puglia, nel 2017, l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani), deceduti in incidente stradale, è inferiore alla media nazionale (40,7% contro 45,2%).

Guardando invece agli utenti vulnerabili secondo il ruolo che essi hanno avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni) il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione è inferiore nel 2017 a quello nazionale (31,4% contro 49,8%). Negli ultimi otto anni (2010-2017) l’incidenza di pedoni deceduti si è ridotta in Puglia (da 8,9% a 6,4%) in controtendenza con ciò che accade nel resto del Paese (da 15,1% a 17,8%). I costi sociali I costi sociali degli incidenti stradali quantificano gli oneri economici che, a diverso titolo, gravano sulla società a seguito delle conseguenze di un incidente stradale. Nel 2017 il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato in oltre 17 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale (287,8 euro pro capite) e in quasi 1 miliardo e 143 milioni di euro (281,8 euro pro capite)in Puglia; la regione incide per il 6,6% sul totale nazionale.

Il rischio di incidente stradale Tra il 2016 e il 2017 l’indice di lesività diminuisce lievemente, da circa 169 feriti ogni 100 incidenti a quasi 165; diminuiscono anche l’indice di mortalità (da 2,6 a 2,4 decessi ogni 100 incidenti) e quello di gravità (misurato dal rapporto tra il numero dei decessi e la somma di decessi e feriti moltiplicato 100) che passa da 1,5 a 1,4. L’incidentalità rimane alta lungo la costa e nei comuni capoluogo di provincia. La pericolosità si conferma alta lungo le strade SS016, SS 089 e SS693 sul Gargano, SS100, e lungo le statali nell’area salentina. L’indice di mortalità cresce nei comuni di Foggia, Barletta e Lecce, mentre diminuisce nei comuni di Bari e Taranto e resta sostanzialmente stabile a Brindisi. Nel 2017 il maggior numero di incidenti (6.787, il 69,4% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 60 morti (25,4% del totale) e 10.596 feriti (65,7%).

Rispetto all’anno precedente i sinistri diminuiscono dell’1,8% in ambito urbano, del 17,6% sulle autostrade, mentre aumentano del 2,5% sulle strade extraurbane. Gli incidenti più gravi avvengono proprio sulle strade extraurbane (5,9 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (4,0 ogni 100). Più del 38% dei sinistri stradali sulle strade urbane avviene ad un incrocio, seguiti da quelli lungo un rettilineo (34,6%) e un’intersezione (20,9). In ambito extraurbano, invece, gli incidenti che avvengono lungo un rettilineo rappresentano il 52% del totale, seguono quelli che si verificano in corrispondenza di una curva (18,7%), ad un incrocio (13,6%) o ad una intersezione (11,8%). Sia in ambito urbano che extraurbano, il 2,5% degli incidenti si verifica presso una rotatoria.

I mesi e le ore più a rischio Nel periodo primaverile ed estivo la concentrazione degli incidenti è più elevata, in coincidenza con la maggiore mobilità legata a periodi di vacanza. Tra maggio e settembre si contano 4.662 incidenti (il 47,6% di quelli avvenuti durante l’anno) in cui hanno subito lesioni 7.660 persone (47,5%) e 134 sono decedute (56,8%). Quasi il 76% degli incidenti ha luogo tra le 8 e le 20 ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nelle ore notturne e nelle prime ore del mattino, registrando i picchi più elevati nelle fasce orarie tra le 3 e le 4 e le 6 e le 7 (rispettivamente 7,1 e 6,0 morti ogni 100 incidenti), valori di molto superiori alla media giornaliera (2,3). Il venerdì e il sabato notte si concentrano il 38% degli incidenti notturni, il 35,6% delle vittime e il 41,3% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 4,2 decessi ogni 100 incidenti.

Gli incidenti stradali nelle aree urbane, intermedie e periferiche In Puglia il 52,1% degli incidenti stradali è concentrato nei Poli urbani ; considerando anche le Aree di cintura, che comprendono i comuni più prossimi ai Poli, si arriva al 82,1% del totale. Nei comuni delle Aree interne, caratterizzate da distanze superiori ai 20 minuti di percorrenza dai Poli urbani, gli incidenti rappresentano il 17,9% del totale regionale. Nel totale dei Centri il numero delle vittime è in calo del 2,7% rispetto al 2016. Nelle Aree Interne le vittime diminuiscono del 18,3%. Anche gli indicatori statistici di mortalità e gravità evidenziano una situazione critica nelle Aree interne, dove nel 2017 si registrano valori (rispettivamente 3,3 e 1,9) superiori alla media regionale (2,4 e 1,4). Gli indici di mortalità e gravità raggiungono quota 13,9 e 8,9 nei comuni Ultra periferici, e in aumento rispetto all’anno 2016. Anche nei Poli urbani (1,9 e 1,2) e nei comuni periferici (4,5 e 2,6) questi indici risultano in leggero aumento.

I comportamenti a rischio e le persone coinvolte La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (77,0%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale (3.960 casi, 59 vittime e 6.901 feriti), seguita dal tamponamento (1.689 casi, 35 decessi e 3.235 persone ferite). La tipologia più pericolosa è lo scontro frontale (8,0 decessi ogni 100 incidenti), seguono l’urto con ostacolo accidentale (7,9) e la fuoriuscita del veicolo (5,3). Gli incidenti a veicoli isolati risultano più rischiosi, con una media di 4 morti ogni 100 incidenti, rispetto a quelli che vedono coinvolti più veicoli (2 decessi). Nell’ambito dei comportamenti errati di guida, il mancato rispetto delle regole di precedenza, la velocità troppo elevata e la guida distratta sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata).

I tre gruppi costituiscono complessivamente il 48,3% dei casi. Considerando solo le strade urbane, il mancato rispetto delle regole di precedenza incide per il 28,6%, mentre sulle strade extraurbane, la maggiore incidenza si riscontra per l’elevata velocità (circa il 18%). Il tasso di mortalità standardizzato è più alto per gli ultrasessantaquattrenni (7,5 per 100mila abitanti). I conducenti dei veicoli coinvolti rappresentano il 71,7% delle vittime e il 61,1% dei feriti in incidenti stradali, le persone trasportate il 21,9% dei morti e il 32,5% dei feriti, i pedoni il 6,3% dei deceduti e il 6,3 % anche dei feriti. Il 60,0% dei pedoni rimasti vittima di incidente stradale appartiene alla classe di età 65+ mentre il 55,7% dei pedoni feriti ha più di 44 anni. L’indice di lesività standardizzato è pari a 486,8 per la classe di età 15-29 anni e a 318,7 per quella 30-44 anni.

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