01 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca

​Riapre il Santuario della Madonna della Salute​

L’annuncio dell’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro


«Sono felice di poter
comunicare ai fedeli dell’arcidiocesi di
Taranto e a tutti coloro che amano l’arte
e la storia e soprattutto la nostra città,
che riapriremo al culto il santuario
mariano della Madonna della Salute».

L’annuncio arriva direttamente dall’arcivescovo
di Taranto, mons. Filippo
Santoro. La riapertura è fissata per
la prima domenica di Avvento, ovvero
il prossimo 2 dicembre. Alle 16,
nella cattedrale di san Cataldo, con
una liturgia stazionale, l’arcivescovo
introdurrà la solenne processione per
riportare l’icona della Madonna Salute
alla sua originaria dimora. Il quadro,
copia fedele della Salus Populi Romani,
è stato custodito nella cappella del
Santissimo Sacramento del Duomo
per quasi 30 anni. «È una chiesa che
i più giovani non conoscono perché
chiusa da decenni – spiega l’arcivescovo.
È stata un importante centro di
formazione e di spiritualità cristiana
grazie soprattutto all’opera dei padri
gesuiti.

Sul finire degli anni ’80 è stata
necessaria la sua chiusura per i non più
prorogabili lavori di consolidamento
protratti per molto tempo, ai quali si è
aggiunto l’inesorabile deteriorarsi degli
interni a causa del conseguente non
utilizzo. Sono passati molti anni per
il procacciamento dei fondi pubblici e
per l’impiego di molte risorse economiche della diocesi che ha creduto da
sempre in questo recupero, sebbene
tutto intorno al santuario abbia conosciuto
lo spopolamento e il degrado.
Sto per riconsegnare, non soltanto un
monumento cristiano ma un simbolo
eloquente, al contempo segno di rinascita
come anche di responsabilità
e consapevolezza, valori ancora in
larga misura da acquisire dalla nostra
comunità.

In questo tempo cruciale del
capoluogo ionico, si riapre al culto una
chiesa che ha un titolo emblematico e
necessario: la Madonna della Salute,
la Salus Infirmorum. Risorge dalle
sue rovine testimoniando una presenza
ecclesiale che nell’Isola non è venuta
mai meno. L’eloquenza di questo titolo
mariano viene a noi con la sua forza
e la sua profezia in una terra piena di
contraddizioni ma che vuole rialzarsi.
Vorrei che a questo luogo i tarantini
guardassero con ritemprata fiducia. Riaprendo
questa magnifica chiesa sento
di comunicare a tutti una mia intima
preghiera, che prende le mosse da colei
che viene invocata quale Vergine della
Sanità, dove sanità indica anche in un
certo qual modo, l’integrità, l’unità e
non la frammentarietà e la dispersione,
perché ciò per cui prego è che Taranto
inizi una stagione di comunione, di
riconciliazione: sento il bisogno di
parteciparvi questa mia intenzione, al
ritorno di tanti tentativi e di tanti appelli
in questi anni difficili, di rendere
ai nostri figli un tessuto sociale solido
e credibile e non sfilacciato.

Consegnerò questo santuario indicandolo
come luogo in cui i sacerdoti
saranno disponibili in maniera speciale
per ascoltare le confessioni di coloro
che vogliono vivere il sacramento del
ritorno a Dio, ovvero della Confessione,
della Riconciliazione. dal cuore della
città vecchia questo luogo rinasce per
sviluppare la fede e la cultura dell’incontro.
Durante l’open day al cantiere,
nel corso degli scorsi festeggiamenti
di San Cataldo – ricorda mons. Santoro
– vedevo la gente meravigliata di
tanta bellezza. Sentiamo spesso, ed è
giusto, che Taranto deve imparare a
divulgare e ad esportare i suoi tesori
d’arte e di fede. In questo caso vorrei,
prima ancora che esportare, che tanta
bellezza e pregio, vengano importati
all’interno del cuore di ciascuno di noi
perché dalla storia di un tempio che
pazientemente e tenacemente riscopre
la sua dignità, e il suo valore ognuno
voglia imparare a declinare, nella
stessa fiduciosa maniera, le sorti della
nostra amata città. La Salus Populi, la
Madonna Salute del nostro popolo ci
ottenga quello che chiediamo».

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