31 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 31 Luglio 2021 alle 13:54:00

Cronaca

​Scommesse illegali on line, l’indagato tarantino si difende: «Non c’entro»​

Le dichiarazioni al gip che lo ha interrogato per rogatoria del trentottenne Raffaele Tagliente


Scommesse on line
illegali: l’indagato tarantino respinge
le accuse.

“Non c’entro, non sono il prestanome
dell’organizzazione” ha riferito
al gip che lo ha interrogato per
rogatoria, il trentottenne Raffaele
Tagliente.
L’uomo, che è difeso dall’avvocato
Pasquale Blasi, è finito agli arresti
domiciliari in una vasta operazione
condotta da Guardia di Finanza,
Polizia di Stato e Carabinieri,
coordinata da tre Procure e che ha
portato a sessantotto arresti, ottanta
perquisizioni e al sequestro di beni
per oltre un miliardo di euro.
Secondo l’accusa le mafie avrebbero
controllato il mercato della
raccolta illecita delle scommesse
online.

Ad indagare le Procure di Bari,
Reggio Calabria e Catania, coordinate
dalla Direzione nazionale
antimafia e antiterrorismo.
Il volume delle giocate, riguardanti
eventi sportivi e non, scoperto dagli
investigatori di Guardia di Finanza, Polizia di Stato e Carabinieri,
è superiore ai quattro miliardi e
mezzo di euro.
Tra i destinatari dei provvedimenti
restrittivi esponenti della criminalità
organizzata pugliese, reggina e
catanese, oltre a diversi imprenditori
e prestanome.
Gli iunvestigatori hanno inoltre
eseguito una raffica di perquisizioni
in diverse città.

I reati contestati, a vario titolo,
vanno dall’associazione mafiosa al
trasferimento fraudolento di valori,
dal riciclaggio all’autoriclaggio,
dall’illecita raccolta di scommesse
on line alla fraudolenta sottrazione
ai prelievi fiscali dei relativi guadagni.

Dalle indagini è emerso che i
gruppi criminali controllavano
il mercato delle scommesse clandestine
on line attraverso diverse
piattaforme gestite dalle stesse
organizzazioni.
Il denaro accumulato illegalmente,
il cui percorso è stato monitorato
costantemente dalla Fiamme Gialle,
sarebbe stato poi reinvestito in
patrimoni immobiliari e posizioni
finanziarie all’estero intestati a
persone, fondazioni e società, tutte
schermate grazie alla complicità di
diversi prestanome.

E per rintracciare il patrimonio
accumulato ed effettuare i sequestri
per Guardia di Finanza, Polizia
di Stato e carabinieri è stata
fondamentale la collaborazione
delle autorità giudiziarie di Austria,
Svizzera, Regno Unito, Isola di
Man, Paesi Bassi, Serbia, Albania,
Spagna e Malta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche