Cronaca

La guerra hacker ad ArcelorMittal

Anonymous ha attaccato il sito della multinazionale che ha preso l’Ilva


L’hanno ribattezzata
operazione #OpGreenRights,
“diritti verdi”. Il collettivo hacker
Anonymous ha annunciato di aver
violato i siti di quattordici società e
associazioni, tra i quali spicca AccelorMittal.

Tra i dati fugati e messi in rete nella
giornata di ieri, riporta l’agenzia
Agi, ci sono nomi e password degli
amministratori, dati personali, password
e numeri di telefono personali
di dipendenti e dirigenti delle
società.

Anonymous ha così dato il via a una nuova operazione che riguarda
l’Italia: “Operation Green
Rights è un riassunto della nostra
frustrazione nel vedere la razza
umana asservita ai soldi di Dio,
per il quale si commette assassinio,
sfruttamento e oppressione dei popoli,
ciò va oltre ogni principio di
democrazia e del rispetto umano,
che dovrebbe essere la base di ogni
moderno paese civile”. Un blitz di
cyberguerriglia che mira a colpire
le aziende che, secondo il gruppo
hacker, si sono macchiate di “crimini
contro il pianeta”: tra queste,
per il collettivo Anonymous, che
anche ArcelorMittal, multinazionale
dell’acciaio, primo produttore
al mondo, che ha rilevato l’Ilva di
Taranto.

Arcangelo Rociola, sull’edizione
online dell’Agi, racconta i retroscena
del blitz. “La community degli
hacker con la maschera di Guy
Fawks si è ritrovata lì dopo aver
attaccato e violato le password di
accesso, dati personali, amministratori
di sistema di 14 siti tra cui
quello di ArcelorMittal, nuova proprietaria
dell’Ilva, Confindustria e
Fabbrica bresciana armi.
Un attacco che inaugura forse una
nuova fase degli Anonymous italiani,
decisi a non perdere il momento
di attenzione mediatica dopo l’attacco
del 5 novembre: “Fantastico
rega, ottimo lavoro, manteniamo
questo momentum”, commenta uno
dei nick name che accedono anonimamente
alla chat.

Ed eccolo il
nuovo attacco: lo hanno chiamato
Operation Green Rights, #OpGreenRights
sui social l’hashtag dove
si sviluppa la discussione.
Il motivo dell’attacco si legge nella
nota pubblicata qualche ora dopo
sul sito di Anonymous (LulzSecIta
su Twitter): “Operation Green
Rights è un riassunto della nostra
frustrazione nel vedere la razza
umana asservita ai soldi di Dio,
per il quale si commette assassinio,
sfruttamento e oppressione dei popoli,
ciò va oltre ogni principio di
democrazia e del rispetto umano,
che dovrebbe essere la base di ogni
moderno paese civile”.

Un’operazione
che mira a colpire le aziende
che secondo il gruppo di hacker si
sono macchiate di “crimini contro
il pianeta”.
“Abbiamo assistito a guerre fatte
per l’oro nero, sottomettendo i popoli
solo per convenienza, tramite
accordi commerciali di miliardi di
euro. Milioni di miliardi spesi soltanto
per le ricerche e per le guerre
nucleari, tagliando cosi’ fondi utili
per la ricerca sulle energie rinnovabili,
tutto questo mentre le petroliere
affondano in mare causando
un danno ecologico inestimabile
ed irreparabile al nostro Pianeta”.
Nel comunicato con cui Anonymous
Italia ha annunciato l’operazione
#OpGreenRights il gruppo
di hacker attacca enti e aziende che
a loro avviso starebbero mettendo
a rischio le sorti del pianeta.

“Dovremmo
tutti essere consapevoli
del surriscaldamento globale in
atto, causato dagli accordi di queste
politiche – affermano gli hacker
– i ghiacciai si stanno sciogliendo
più velocemente di quanto previsto
decenni fa, aumentando così il livello
del mare”.
Riporta ancora Rociola: “Qualcuno
sul canale Irc prova a chiedere
agli altri: “Ma così cosa otteniamo?
Mica si danneggiano le aziende?”,
Syzsygy risponde: “Così se ne parla
e si crea attenzione sul tema”. E
l’altro ancora: “Ma perché attaccare
piccole aziende e istituzioni?”,
sempre Syzsygy risponde:”Si parte
dai più piccoli, perché questi diffondano
l’idea, e magari inizino
a cambiare qualcosa nel proprio
sistema.

Convinci un paesino di
10.000 abitanti a non usare la macchina
per una settimana, e convincerai
una settimana una provincia
intera”.
Infatti oltre ai nuovi proprietari
dell’Ilva e Confindustria, tra gli
obiettivi di questo nuovo attacco si
trovano Industrie chimiche forestali,
Eluxenia, industria di impianti
fotovoltaici e alcuni siti di società
che si occupano di depurazione
delle acque e di acquedotti.
“Le attuali politiche delle grandi
aziende e dei governi, in cambio
di denaro, non sta opprimendo solo
i nostri diritti, ma anche quelli di
ogni altro essere vivente”, conclude
il comunicato.

“Noi, come Operation
Green Rights, vogliamo dire
di no a questo! Operation Green
Rights vuole una vita per i nostri
figli, in un mondo civile e pulito
che li accolga a braccia aperte, permettendogli
di vivere in un mondo
civilizzato, dove vige rispetto per
la Natura stessa.

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