Cronaca

Trentamila famiglie tarantine hanno diritto al “Reddito di Cittadinanza​”

La proiezione elaborata dallo Svimez


Oltre trentamila famiglie
(per la precisione 30.800) della
provincia di Taranto avrebbero diritto
al Reddito di Cittadinanza, una delle
iniziative più discusse e controverse
del governo di M5s e Lega. Il dato
emerge da uno studio della Svimez,
l’associazione per lo sviluppo
dell’industria nel Mezzogiorno.

“Si
considerano potenziali beneficiari
del reddito di cittadinanza i nuclei
familiari con Isee da 0 a 9000 euro
per provincia (dichiarazioni relative al
2016). Per l’ampiezza delle famiglie
si prendono i dati Istat relativi alle
famiglie in povertà assoluta” Ovviamente,
sull’entità del sussidio non ci
sono certezze, vito che è uno degli
argomenti più dibattuti sul ‘reddito’: i
famosi 780 euro hanno fatto e faranno
discutere. E bisognerà aspettare certezze
a livello normativo.
Nella provincia ionica i nuclei familiari
a Isee nullo sono 5.500; 7.800
sono nella fascia 0-3000, 9.500 in
quella 3-6000, 8.000 nella fascia
6-9000. Lo Svimez ha effettuato una
stima sull’impatto del Reddito di
Cittadinanza, considerando una spesa
pari a 8 miliardi, al netto di 1 miliardo
destinato alla riqualificazione dei centri
per l’impiego.

La misura consentirebbe
di ampliare significativamente
la platea dei destinatari rispetto all’attuale
Reddito di Inclusione ma non
di assicurare il raggiungimento della
fatidica soglia dei 780 euro indicata
dal Governo, in quanto, secondo i
calcoli della Svimez, il raggiungimento
di tale soglia richiederebbe
uno stanziamento di circa 15 miliardi.
Con le risorse attuali, prendendo a
riferimento le famiglie con Isee inferiore
a 6000 euro e pur tenendo conto
che circa il 50% potrebbe avere una
casa di proprietà, è possibile erogare
un sussidio compreso tra i 255 euro
per una famiglia monocomponente e
i 712 per una con 5 o più componenti,
a circa 1,8 milioni di famiglie. Ciò
avvantaggerà il Mezzogiorno che
assorbirà circa il 63% del Reddito di
Cittadinanza. Considerando che i beneficiari
del Reddito di cittadinanza si
concentreranno, prevalentemente ma
non esclusivamente, al Sud, un primo
limite è dato dal fatto che si tratta di
una misura esclusivamente monetaria,
neanche mitigata da meccanismi di
premialità a chi integra il sussidio
con redditi di lavoro, come avviene
in altri Paesi.

Misure di sostegno ai
redditi come il reddito di cittadinanza
pari a mezzo punto di Pil possono
portare a un aumento del Pil fino
a 0,3 punti percentuali: lo sostiene
l’Istat che nella nota sulle ‘Prospettive
economiche 2018-2019’ dedica un capitoletto ai ‘possibili impatti
macroeconomici di specifiche politiche’.
Uno scenario, quello dell’Istat,
che si basa sull’ipotesi di una politica
monetaria accomodante in grado di
neutralizzare possibili tensioni sul
credito. E spiega che nei primi anni
questa misura porterebbe un aumento
medio di 2 decimi di punto del Pil.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche