21 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 14:58:00

Cronaca

La rivolta dei dipendenti comunali

​Dopo il parere negativo dei Revisori, accuse anche dalla Fp Cgil e dalla Uil Fpl​


Salario accessorio, la Cisl Fp dice “basta alle
inadempienze del Comune”.

«Il senso di responsabilità e
la volontà, di non abbandonare i lavoratori del Comune di
Taranto ad un destino pieno di incertezze, ci ha indotto da
tre anni ad assumere un atteggiamento di cautela sull’utilizzo
del salario accessorio, nella convinzione che l’azione
sindacale e le conseguenti trattative con l’Amministrazione
fossero l’unica strada per assicurare la erogazione di benefici
economici, la cui certezza era conclamata da atti e da provvedimenti
proposti e condivisi – spiegano dalla Cisl. Se negli
anni precedenti, attraverso questo atteggiamento, sono stati
raggiunti significativi risultati per la categoria, il 2018 sta per
chiudersi nel peggiore dei modi. E’ stato riportato dai mezzi
di informazione che i Revisori dei Conti hanno espresso parere
sfavorevole sulle due ipotesi sottoscritte circa l’utilizzo
delle economie 2016 e 2017. E’ lecito, dunque, domandarsi
che senso abbia avuto l’aver dichiarato pubblicamente prima
marzo 2018 e deliberato il successivo agosto che quelle
risorse potevano essere utilizzate per erogare parzialmente
la produttività.

Che senso ha avuto, inoltre, aver convocato
la delegazione trattante a settembre u.s. e sottoscritto quegli
accordi ad ottobre u.s. per poi apprendere che gli stessi non
erano altro che carta straccia; insomma, sono stati buttati al
vento sei mesi di trattative con toni anche aspri. A questo
gioco al massacro per altrui incapacità non ci stiamo – attaccano
dalla Cisl Fp – perché quando sottoscrive gli accordi
essa è pienamente conscia di ciò che fa e non fa distinzioni
su chi sia la controparte del momento, né i personaggi che
la compongono. Non si è ben compreso, oltretutto, in questa
vicenda il ruolo svolto dalla parte pubblica, dal direttore generale
e dalla stessa Giunta che non hanno dato seguito alle loro
stesse affermazioni e deliberati. E’ stato come se la materia
riguardasse solo la Cisl e i Revisori dei Conti, ognuno per la
propria competenza e non già la volontà manifesta di un’intera
amministrazione e della sua classe dirigente, il direttore in
primis, che doveva tradursi nella erogazione dei compensi
e non altro. E ciò non è stato.

Chi pagherà le conseguenze
dei ricorsi che i lavoratori saranno costretti a presentare per
ottenere il riconoscimento atteso?». Una prima decisione
è stata assunta: la Cisl Fp ha dichiarato l’interruzione «di
ogni relazione sindacale con questa Amministrazione intesa
nella sua interezza e di conseguenza la astensione da ogni
riunione di delegazione trattante sino a quando non verranno
erogate le somme facenti parte degli accordi sottoscritti il 15
ottobre 2018. La seconda decisione è quella di offrire a tutti
i lavoratori interessati il sostegno per ottenere le somme sin
qui maturate, attraverso azioni mirate».

E sulla Produttività 2016 e 2017 si registra la presa di posizione
della Fp Cgil e della Uil Fpl. «Si apprende dalla
stampa locale, che riporta quanto comunicato dall’assessore
Castronovi, che il Collegio dei Revisori ha espresso parere
negativo sull’utilizzo delle economie per pagare la produttività
2016 e 2017. Abbiamo tempestivamente chiesto copia di
tale parere, ma come sempre occorre stigmatizzare i ritardi
della Direzione Risorse Umane che non ha ancora provveduto
alla trasmissione degli atti richiesti. Certo – si legge nella nota
firmata da Annamaria Marra (Fp Cgil) e Claudio Capobianco
(Uil Fpl) – non lascia tranquilli che i dirigenti di Parte Pubblica,
Fornari e Lacatena, sapendo di sbagliare, per stessa
affermazione dell’assessore Castronovi, hanno perseverato
nell’errore, ma ugualmente preoccupa la Cisl, che ha prestato
il fianco ad amministratori dilettanti, ha dimostrato scara
conoscenza del contratto collettivo nazionale del lavoro, ha
sottoscritto accordi stralcio privi di qualsiasi fondamento e
pertanto illusori; palesemente illusori, perchè il Collegio dei
Revisori, proprio certificando quelle economie, ne aveva già
stabilito le condizioni di esigibilità, che l’amministrazione
comunale ha disatteso.

Volutamente – aggiungono Fp Cgil e
Uil Fpl – non abbiamo partecipato alla querelle di dimissioni
sì, dimissioni no del sindaco, perchè con riconosciuto senso
di responsabilità, abbiamo scelto di onorare il nostro ruolo di
difensori dei dipendenti e sentinelle dell’applicazione del contratto,
non di essere paladini di questo o quel colore politico.
Non abbandoneremo la delegazione trattante, continueremo al
contrario ad incalzare Melucci e la sua Giunta su ogni vertenza,
ci rivolgeremo al Tribunale di Taranto sulla produttività e
chiameremo nuovamente i lavoratori e le lavoratrici ad altre
iniziative utili a manifestare il pesante disagio
e a denunciare lo stato di abbandono
degli Uffici e dei Servizi.

Macrostruttura,
piano del fabbisogno, regolamento delle
Posizioni Organizzative, nuovo orario di
servizio del personale, modifica dell’orario
di servizio della Polizia locale, tutti atti
adottati in disaccordo con la rsu e le organizzazioni
sindacali nella totale ignoranza
dei bisogni del territorio e delle risorse
umane disponibili, restano esempi della
incompetenza della direzione proponente,
ma anche dell’assenza di buone pratiche
da parte della Direzione generale. Quanto
alle singole responsabilità – concludono Fp
Cgil e Uil Fpl – auspichiamo che il sindaco
sappia riconsiderare le collaborazioni fiduciarie,
valutare le competenze gestionali
e soprattutto voglia riprendere la strada
del confronto con le parti sindacali, della
programmazione condivisa, del riconoscimento
del valore del capitale umano che
fa camminare ogni giorno la macchina
amministrativa, nonostante tutto».

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