20 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Settembre 2021 alle 22:57:00

Cronaca

«Un piano per gli immobili»

Gugliotti: ora una valorizzazione con l’aiuto dei privati


Un «piano degli immobili
in disuso, perchè si possa valorizzarli,
ovviamente con l’aiuto dei
privati». È su questo che punta il neopresidente
della Provincia, Giovanni
Gugliotti. Fresco di insediamento,
il nuovo presidente si trova a dover
fronteggiare una emergenza ereditata
dal passato. Ieri pomeriggio due
crolli si sono verificati nella ex sede
del liceo Ferraris, palazzo Frisini.

Immobile di proprietà provinciale,
da anni in abbandono, nel cuore della
città. In via Anfiteatro si attende
a stretto giro la stima dei danni; ma,
come detto, si punta ad un piano a
più ampio raggio, per evitare il ripetersi
di quanto accaduto. Ad intervenire,
ieri, vigili del fuoco e Polizia
locale. Oggi la zona si presenta di
nuovo percorribile, ma a carreggiata
ridotta.
Ma – come si chiedeva Taranto Buonasera
tre anni orsono – chissà cosa
direbbe, Gaetano Frisini, a vedere
ridotto così quell’immobile maestoso.
Lui, il benefattore che nel 1912
volle regalare alla città di Taranto
l’orfanotrofio poi entrato in funzione
nel ‘23, guarderebbe con comprensibile
amarezza quello sconcio in
cui si è trasformato – anzi, lo hanno
trasformato l’incuria delle amministrazioni
succedutesi negli anni – il
palazzo che porta il suo nome. Per
molti, quell’edificio di via Mazzini
è semplicemente, si fa per dire, l’ex
sede storica di un altrettanto storico
liceo, il Ferraris.

Sia che lo si voglia
definire come ex orfanotrofio o ex
scuola, comunque, resta il fatto che
per chi passa da lì il “Frisini” è un
pugno nello stomaco. Da ieri ancora
di più. E’, per molti versi, il gemello
di Palazzo degli Uffici. Prima ci ‘abitavano’
gli studenti, che rendevano
viva e vitale la zona di via Mazzini.
Ora è il simbolo di un altro pezzo di
Taranto che muore, affondando in un
degrado che pare destinato a non fermarsi
mai.
Nell’ormai lontanissimo 2004 Domenico
Rana lanciò l’idea di trasformare
il Frisini in una sede universitaria;
sono rimaste lettera morta anche
le intenzioni della giunta Florido di
restituire alla città quel contenitore,
insieme – si garantiva – a Palazzo degli
Uffici.

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