Cronaca

​Appalti per le grandi opere, «Ricadute nulle per il nostro territorio»​

​L’appello di Confartigianato al prefetto affinché «Crei le condizioni per ricucire questo strappo tra interventi di respiro nazionale ed economia locale»​


«La realtà jonica vive un
duplice dramma: ambientale ed occupazionale.
In tal senso la realizzazione
delle “grandi opere” sul territorio,
finalizzate all’ambientalizzazione,
avrebbero dovuto creare un circuito
virtuoso in grado di far crescere l’economia
attraverso il coinvolgimento
delle imprese locali. Così finora non
è stato. Anzi le aziende tarantine si
vedono paradossalmente ospiti in casa
propria: una vera beffa che tradisce e
calpesta l’art. 9 dell’Atto costitutivo del
Cis che prevede appunto la compartecipazione
delle realtà produttive locali.
Il tutto in un’assordante silenzio, come
segnato dalla rassegnazione».

È la denuncia di Confartigianato Taranto
in relazione a quanto previsto
dal Contratto Istituzionale di Sviluppo.
Nelle scorse settimane, sull’argomento
era intervenuta la Cassa Edile di Taranto,
che proprio sulla stagione delle
grandi opere in ambito industriale e
infrastrutturale, ha posto al centro
dell’attenzione un dato tecnico: «Sono
partiti i cantieri che riguardano gli
interventi di ambientalizzazione del
grande apparato siderurgico, ma sono
in fase di progressiva evoluzione anche
gli appalti che riguardo le infrastrutture
materiali per il modello di sviluppo
integrato della nostra provincia rispetto
al manifatturiero industriale eppure in
Cassa Edile le ore lavorate hanno subito
solo un lievissimo incremento.

Nulla di
apprezzabile rispetto alle aspettative
nutrite al cospetto alla stagione delle
grandi opere preconizzata per Taranto».
Per la Cassa Edile sono «ancora
troppo poche le imprese e i lavoratori
tarantini coinvolti in questa fase».
Sulla stessa lunghezza d’onda Confartigianato
Taranto. «Le imprese
locali in più sedi e a più riprese hanno
denunciato questo stato di pericolosa
stagnazione ed emarginazione: di qui
le tantissime richieste di intervento ai
nostri rappresentanti istituzionali a tutti
i livelli, dal Comune, alla Provincia,
alla Regione e ai Parlamentari affinché
la Politica, intesa non partiticamente
ma come amministrazione della “cosa
pubblica”, dia risposte concrete.

Finora
troppe dichiarazioni d’intenti, tavole
rotonde, passerelle che non hanno assolutamente
invertito la rotta! Il voler
mettere Taranto al centro dell’agenda
nazionale si starebbe rivelando solo
una pia illusione: “il piatto piange”,
come dimostra lo scarso risultato di
incremento delle ore lavorate per le
maestranze locali, come già evidenziato
qualche settimana addietro dalla Cassa Edile di Taranto. Proprio le ore
lavorate sono il “termometro”, la “cartina
al tornasole”: opere faraoniche che
appena sfiorano le imprese tarantine.

Eppure quale migliore occasione di
questa per dare una salvifica boccata
d’ossigeno ai nostri lavoratori? Nulla
di tutto questo!».
Di qui l’appello di Confartigianato
Taranto al prefetto affinché «in qualità
di massimo rappresentante dello Stato
sul territorio, crei le condizioni per
ricucire questo strappo tra interventi di
respiro nazionale ed economia locale,
rappresentata dalle nostre aziende.
L’idea della costituzione di un Osservatorio
che monitori il coinvolgimento
delle nostre imprese costituirebbe una
preziosa garanzia. È l’ultima speranza
per una Taranto da troppi anni terra di
conquista, cannibalizzata dai forestieri
che di fatto hanno eroso in misura esponenziale
il reddito delle nostre imprese
e la massa salari».

«In tal senso ben venga la nascita – alcuni
giorni fa – del “Centro Operativo
di Trasparenza e Legalità”, frutto della
riunione in Prefettura del Tavolo di
monitoraggio dei flussi di manodopera
previsti dal Protocollo di Legalità sugli
interventi di bonifica, ambientalizzazione
e riqualificazione affidata ai
Commissari Ilva in Amministrazione
Straordinaria. È solo un primo passo in
avanti, cui devono seguire numerosi altri,
confidando che siano davvero concreti
e forieri di benefici per le nostre
realtà imprenditoriali, con l’auspicio
altresì che la partecipazione a questi
tavoli sia estesa anche alle organizzazioni
di categoria rappresentative della
piccola impresa e dell’artigianato, vero
motore di un’economia che parte dal
basso e che permette così la crescita
dell’intero territorio».

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